Il lungo cammino verso l’Europa non è finito

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mario_pingerna

Quasi 60 anni fa, esattamente il 25 Marzo 1957, il nostro concittadino Antonio Segni, allora Presidente del Consiglio, firmava il Trattato di Roma per l’istituzione della Comunità Economica Europea (CEE).
Allora erano solo 6 Stati, ma la visione che questi 6 padri fondatori avevano dell’attuale Unione Europea era grande.
In un momento in cui gli anti europeisti sono la maggioranza, in un momento in cui il 25 Maggio 2014 siamo chiamati a votare per il Parlamento Europeo, vorrei che leggeste, qui sotto, un estratto di quelli che erano i principi che avevano ispirato i padri fondatori.

Allora mettiamo in discussione i politici europei che si sono avvicendati in questi 60 anni ma non mettiamo in discussione l’Istituzione Europea.
Quella attuale non è il sogno di quei grandi padri, quella grande intuizione può essere ripresa.

Abbiamo raggiunto gli obiettivi indicati alle lettere a) c) e J) ma il cammino è ancora lungo.
Io sono un Europeista convinto ma non solo dell’unione monetaria e della libera circolazione dei popoli e delle merci ma di un sogno che si chiama STATI UNITI D’EUROPA.
Quindi sono orgoglioso che Antonio Segni, uno dei padri fondatori, sia stato un europeo, un Italiano, un sardo, un sassarese.
Le mie figlie hanno cittadinanza italiana ma mi piacerebbe che i miei nipoti avessero scritto nel loro documento d’identità “cittadinanza europea”.
Io ci credo ed il 25 maggio vado a votare anche per l’Europa!

PARTE PRIMA – PRINCIPI
ARTICOLO 1
Con il presente Trattato, le ALTE PARTI CONTRAENTI istituiscono tra Loro una
COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA.
ARTICOLO 2
La Comunità ha il compito di promuovere, mediante l’instaurazione di un mercato comune e il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell’insieme della Comunità, un’espansione continua ed equilibrata, una stabilità accresciuta, un miglioramento sempre più rapido del tenore di vita e più strette relazioni fra gli Stati che ad essa partecipano.
ARTICOLO 3
Ai fini enunciati all’articolo precedente, Fazione della Comunità importa, alle condizioni e secondo il ritmo previsto dal presente Trattato:
a) l’abolizione fra gli Stati membri dei dazi doganali e delle restrizioni quantitative all’entrata e all’uscita delle merci, come pure di tutte le altre misure di effetto equivalente,
b) l’istituzione di una tariffa doganale comune e di una politica commerciale comune nei confronti degli Stati terzi,
c) l’eliminazione fra gli Stati membri degli ostacoli alla libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali,
d) l’instaurazione di una politica comune nel settore dell’agricoltura,
e) l’instaurazione di una politica comune nel settore dei trasporti,
f) la creazione di un regime inteso a garantire che la concorrenza non sia falsata nel mercato comune,
g) l’applicazione di procedure che permettano di coordinare le politiche economiche degli Stati membri e di ovviare agli squilibri nelle loro bilance dei pagamenti,
h) il ravvicinamento delle legislazioni nazionali nella misura necessaria al funzionamento del mercato comune,
i) la creazione di un Fondo sociale europeo, allo scopo di migliorare le possibilità di occupazione dei lavoratori e di contribuire al miglioramento del loro tenore di vita,
j) l’istituzione di una Banca europea per gli investimenti, destinata a facilitare l’espansione economica della Comunità mediante la creazione di nuove risorse,
k) l’associazione dei paesi e territori d’oltremare, intesa ad incrementare gli scambi e proseguire in comune nello sforzo di sviluppo economico e sociale.

Mario Pingerna