#SmileSchool – O come OSARE

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Generazione Z.
I ragazzi post-Millennials.

Quelli del mondo immersivo, complesso, liquido.

Quelli che non sapranno che lavoro faranno da grandi.

Quelli che vivono nel cambiamento.

Che si nutrono delle opportunità del cambiamento.

Dei vantaggi e delle occasioni insiti nel cambiamento.

Dei limiti e delle paure del cambiamento.

Vivere il cambiamento significa essere dotati di spirito di adattamento, flessibilità, elasticità mentale.

Bisogna essere pronti al cambio di passo, sentire le modulazioni, percepire i mutamenti, le variazioni.

Cogliere l’attimo, che scorre rapido.

Drizzare le antenne per captare le fluttuazioni del sistema.

Essere sensibili all’innovazione, che appare talvolta dotata di vita propria.

La generazione Z non necessita di conoscere: ha accesso alle informazioni come mai finora l’umanità ha potuto.

La generazione Z abbisogna di competenze adatte a fiutare le piste delle informazioni utili.

Di capacità di discernimento, per distinguere le  news dalle fake-news.

Di comprenderne il senso implicito, di acquisire consapevolezze, di divenire responsabili del sapere appreso.

Di produrre sapere che divenga partecipato.

Di esprimere il proprio se nel confronto  e nel rispetto dell’altro da se.

Di comunicare efficacemente, con l’ascolto attivo e l’integrazione del se nell’altro.

La generazione Z esige un ambiente nel quale crescere idoneo alla complessità del loro mondo.

Richiede  condizioni di apprendimento adeguate a queste complessità.

Strumenti di conoscenza appropriati.

Mezzi confacenti al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi.

Maestri e guide all’altezza di questo compito.

Consoni e coerenti con questo compito.

La generazione Z ha il diritto di ricevere formazione adeguata, in un contesto adeguato.

In una scuola adeguata.

La scuola ha il dovere di predisporsi in favore dei nostri ragazzi.

Ha il dovere di coltivare opportunità vantaggiose per la loro crescita.

Di selezionare percorsi appropriati nella complessità.

Di indirizzare le loro attitudini e fortificare i talenti.

La scuola deve consentir loro di OSARE, andare oltre.

Tentare e ardire, sperimentare e validare.

Con curiosità e coraggio.

Con passione e interesse.

Con convinzione verso l’incerto.

Con passo fermo verso l’ignoto.

Non possiamo permettere che nessuno resti indietro.

Glielo dobbiamo.

Lo dobbiamo a tutti.

#nonunodimeno

Alessandra Patti