Dal territorio Nuorese: un grido di allarme con la volontà di ripartire

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serenella3425_oNuoro 21 marzo 2014. Dalla Confindustria Sardegna Centrale ancora una volta un grido di dolore ma anche il segnale di un territorio che non si rassegna. Sempre più numerosi i riscontri che affermano un dato preoccupante: la Sardegna centrale è sempre più un’isola nell’isola, col territorio nuorese relegato nelle ultime posizioni delle classifiche, pesanti criticità minano la competitività delle imprese e l’appeal del territorio nei confronti di ulteriori investimenti. Dallo studio presentato, indicatori che urlano ingiustizia ma fanno anche emergere il carattere orgoglioso di un popolo che non si rassegna e continua a sforzarsi di cambiare le cose e progettare futuri diversi.. Le aree industriali e produttive presentano gravi carenze in termini di impianti idrici, reti telematiche e telefoniche, reti viarie. La rete ferroviaria è inadeguata e limitata a poche aree del territorio, Nuoro è l’unico capoluogo di provincia ad essere privo di reti ferroviarie a scartamento ordinario. Stesso discorso va fatto per il trasporto merci su strada ferrata. Ancora assente il gas metano nell’isola,  con notevoli ripercussioni sull’attività delle imprese  di tutto il centro Sardegna. Un quadro preoccupante confermato di recente da una classifica pubblicata dal Sole 24ore, che vede la provincia di Nuoro al penultimo posto, subito prima dell’Ogliastra, per dotazione infrastrutturale a livello provinciale. Stessa valutazione effettuata dal noto Istituto Guglielmo Tagliacarne nell’Atlante della competitività pubblicato a Gennaio 2014, che vede la provincia di Nuoro al 107mo posto su 110 province per competitività del territorio. L’indagine presentata dal presidente di Confindustria Sardegna Centrale, Roberto Bornioli, ha riguardato 250 aziende, alle quali è stata rivolta la domanda su quali fossero le infrastrutture da migliorare e quale fosse il grado di soddisfazione di quelle attuali. I risultati dell’analisi evidenziano che, fatta 100 la media nazionale per l’indice generale delle infrastrutture del territorio, per il nuorese registra appena il 20,47, a fronte di un indice regionale di 50,53 già molto basso. Per quanto riguarda la rete stradale si riscontra un ulteriore peggioramento rispetto al 2001, di oltre 20 punti. Non è fuori luogo, perciò, affermare quanto Stato e Regione si dimenticano del Nuorese, gli indicatori generali lo affermano con dati inconfutabili: nonostante un quadro drammatico, la nuova Intesa Generale Quadro (accordo firmato a Febbraio 2014 tra Stato e Regione, che programma le infrastrutture strategiche da realizzare nei prossimi 3 anni), ha assegnato alla provincia di Nuoro appena lo 0,8% delle risorse totali disponibili. I disastri causati dall’alluvione dello scorso 18 Novembre 2013 hanno ulteriormente aggravato una situazione già drammatica, a distanza di 4 mesi numerose le aree sono ancora isolate ed i fondi stanziati non sono sufficienti. Relativamente alle reti stradali, in testa alle richieste delle aziende locali si pone il potenziamento della SS 129 Nuoro-Macomer, strada che mette in collegamento due tra le principale aree industriali sarde: Tossilo e Pratosardo. In provincia di Nuoro le possibilità di accesso alle reti telematiche sono talmente limitate che rappresentano forse la maggiore criticità, comune a tutte le aree industriali sarde. In testa alle esigenze degli imprenditori è il cablaggio in fibra ottica, richiesta trasversale a tutta l’isola. Per le reti energetiche, l’esigenza prioritaria per le imprese è l’arrivo del metano, per risolvere il problema della riconversione della centrale elettrica di Ottana.
Ci sono i casi eclatanti di aziende che manifestano condizioni infrastrutturali di gravissima precarietà, nonostante le ripetute denunce. Alberto Tocco, dirigente della Sarflex (70 dipendenti, area industriale di Siniscola), in seguito ad un contenzioso tra Abbanoa ed il Consorzio Industriale si deuncia la sospensione, il 3 Marzo scorso, dell’erogazione dell’acqua potabile; segnala inoltre carenza di linee telefoniche, illuminazione pubblica, mancata consegna della corrispondenza. Adria
no Capelli, rappresentante della Unicolor di Orosei, ha dichiarato che sono costretti a portare l’acqua in azienda con le autobotti, e ribadisce il problema delle linee telefoniche; tutte queste difficoltà concorrono ad acuire la crisi con forti ripercussioni sul personale, già passato in poco tempo da 12 a 5 dipendenti. Mauro Pattarozzi, presidente dei giovani imprenditori Sardegna Centrale, di Sorgono, lamenta i cronici problemi dei collegamenti stradali, l’assenza di un depuratore che costringe a versare gli scarichi nei fiumi con conseguenze drammatiche per l’ambiente circostante: “E’ stato eliminato il nostro Tribunale, alcuni reparti del piccolo ospedale -dichiara il presidente Pattarozzi – ma per le emergenze certi presidi devono essere sempre efficienti, la conseguenza è che risparmio effettivo non ce n’è “.
“Il peso politico della Sardegna centrale – viene segnalato dai responsabili – è minimo, pochi voti equivalgono a poca attenzione da parte della classe politica, quindi pochi servizi e di conseguenza si assiste ad un progressivo spopolamento dei territori”.
Ci si domanda, e lo fanno soprattutto i giovani,  “perchè restare, perchè resistere”.  A fronte di una nutrita schiera d’imprenditori che ci credono, esiste il disinteresse dimostrato dalla politica regionale e non solo. Spesso le aziende decentrano la produzione – quando va bene – a Cagliari e Sassari. La notevole e prestigiosa  produzione del torrone di Tonara vede la materia prima arrivare ormai da lontano, esiste la forte possibilità che la produzione venga spostata in un futuro prossimo verso zone meglio collegate e che consentono un effettivo abbattimento dei costi. Una delle più importanti aziende del Nuorese si trova a Desulo, l’Alta Marea di Gianpaolo Littarru che confeziona insalata di pesce proveniente dalle coste, ed è capace di produzioni di assoluta eccellenza anche in termini di fatturato, nonostante la distanza dalla sede delle materie prime. La Confindustria Sardegna Centrale propone un Piano Straordinario per le infrastrutture che sarà presentato alla Regione, affinchè possa prenderne atto ed in tempi brevi si adoperi a tenere letteralmente in vita un intero territorio.

 Fin qui la denuncia di Confindustria. Appare evidente come vi siano difficoltà obiettive a fare impresa, ma che esse non vengano alla luce solo oggi;  hanno radici e responsabilità – in pari misura della politica e della classe imprenditoriale – che sono anche molto lontane nel tempo. E’ altrettanto evidente come, in questi stessi territori, grazie alla caparbietà, all’orgoglio ed alle competenze di molti imprenditori, si siano sviluppate anche delle eccellenze che sono di esempio, non solo a livello regionale. Operare in contesti difficili che a volte appaiono quasi ostili, è certamente dimostrazione di grande coraggio e merita una maggiore attenzione della politica e dei media. E’ anche una palestra veramente dura ed efficace dalla quale emergono solo gli imprenditori che dimostrano talento e che nelle difficoltà aguzzano l’ingegno sviluppando capacità straordinarie.

A loro bisogna guardare.

Serenella Mele