La digitalizzazione della P.A.: uno strumento utile per affrontare la crisi

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La digitalizzazione della P.A.: uno strumento utile per affrontare la crisi

Una delle soluzioni utili ad affrontare l’attuale situazione di crisi potrebbe senz’altro essere il potenziamento della digitalizzazione nell’ambito della Pubblica Amministrazione e in particolare negli approvvigionamenti pubblici.

In realtà, come noto, si tratta di un processo già in atto da decenni, ma l’enorme macigno burocratico che grava il sistema ne ha impedito il pieno sviluppo.

Al fine di studiare soluzioni utili a questo obbiettivo, l’art. 76 del Decreto Cura Italia ha istituito un gruppo di supporto digitale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’attuazione delle misure di contrasto all’emergenza COVID-19.

Questo gruppo di esperti, in possesso di specifica ed elevata competenza nello studio, supporto, sviluppo e gestione di processi di trasformazione tecnologica, ha lo scopo di dare concreta attuazione alle misure adottate per il contrasto e il contenimento del diffondersi del virus COVID-19, con particolare riferimento alla introduzione di soluzioni di innovazione tecnologica e di digitalizzazione della P.A.

Nel corso dell’ultimo ventennio, sono stati innumerevoli i provvedimenti assunti a livello europeo, nazionale e locale con lo scopo di rendere la P.A. sempre più digitale, trasparente ed efficiente. Si pensi all’Agenda Digitale Europea 2020, uno dei sette pilastri della Strategia “Europa 2020”, nell’ambito della quale è stata poi elaborata l’Agenda Digitale Italiana.

Per il miglior perseguimento di questi obiettivi a livello nazionale, è stato istituito il Dipartimento per la trasformazione digitale, ovvero la struttura di supporto al Presidente del Consiglio dei Ministri per la promozione ed il coordinamento delle azioni del Governo finalizzate alla definizione di una strategia unitaria in materia di trasformazione digitale e di modernizzazione del Paese attraverso le tecnologie digitali.

Anche dal punto di vista economico-finanziario, sono stati diversi i provvedimenti assunti per incentivare lo sviluppo di nuove soluzioni in grado di soddisfare i “fabbisogni smart” individuati dalla Strategia italiana per la banda ultra larga e per la crescita digitale 2014-2020 e dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente. Questo, potrà generare un impatto positivo sul sistema Paese così da garantire la messa a punto di soluzioni tecnologiche replicabili in altri contesti pubblici e privati, con ulteriori ricadute economiche in grado contribuire ad accelerare la crescita imprenditoriale.

In questo contesto, gli approvvigionamenti pubblici rappresentano una fondamentale leva di politica economica e industriale, capace di influire in maniera determinante sulla competitività delle imprese e sulla capacità di innovazione del Paese.

Vista l’importanza economica che gli appalti pubblici rivestono all’interno di tutto il mercato comune, in più occasioni è stata data una significativa attenzione alla loro digitalizzazione.

Si tratta di interventi diretti a consentire una gestione digitale e la necessaria connessione di ogni fase dell’e-public procurement: e-notification (pubblicazione elettronica); e-access (accesso elettronico ai documenti di gara); e-submission (presentazione elettronica delle offerte); e-evaluation (valutazione elettronica); e-award (aggiudicazione elettronica); e-ordering (ordinazione elettronica); e-invoicing (fatturazione elettronica); e-payment (pagamento elettronico).

Di seguito viene riprodotto uno schema descrittivo tratto dal Piano Triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2019-2021, che mostra in che modo le varie fasi dell’appalto possono essere digitalizzate:

Questo nuovo approccio non può prescindere dal rispetto di due principi fondamentali: la trasparenza e la tutela dei dati personali.

Sembrerebbero due principi contrastanti ma devono trovare ampia applicazione nell’ottica di una sempre maggiore digitalizzazione e semplificazione degli strumenti utilizzati e delle procedure, affinché le risorse pubbliche siano gestite nel pieno rispetto della legge.

Gli strumenti digitali dovranno quindi essere utili per la pubblicazione non solo dei documenti concernenti le procedure ma anche dei dati da essi risultanti. L’analisi intelligente dei dati potrà infatti permettere di conoscere cosa sta realmente accadendo, permettendo una crescente automatizzazione dei processi, utile a predire gli scenari futuri.

Il mezzo elettronico consente infatti di elaborare anche a distanza i dati o far comunicare tra loro applicazioni ubicate in sistemi di elaborazione remoti o collegati tra loro e questo deve avvenire nel rispetto dei principi delle procedure ad evidenza pubblica, garantendo anche la sicurezza informatica delle piattaforme in uso.

È quindi fondamentale aumentare la trasparenza, l’integrità e la qualità dei dati al fine elaborare risposte strategiche adeguate. La trasformazione digitale, il generale aumento della quantità di dati e la disponibilità di standard in materia di dati aperti offrono opportunità per creare migliori strumenti di analisi per un’elaborazione delle politiche orientate alle esigenze e di sistemi di allarme per segnalare e contrastare la corruzione nel sistema della pubblica amministrazione e in quello specifico degli appalti pubblici.

È quindi opportuno rendere disponibili dati migliori e più accessibili sugli appalti, poiché in questo modo si apre la strada a molteplici possibilità per valutare meglio l’efficacia delle relative politiche, ottimizzare l’interazione tra i vari sistemi e delineare così in modo più adeguato le future decisioni strategiche.

Marco Porcu