La banca del seme anonimo

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la banca del seme anonimo

Come e perchè chi non è sotto le luci della ribalta sostiene e cambierà questo paese

Avete mai pensato a quanti sono gli studi professionali in Italia? se si, avete mai pensato a quanti praticanti, tirocinanti, stagisti, interinali, occasionali etc. girano attorno al solo mondo delle partite IVA? Avete provato ad applicare questo ragionamento anche al mondo della PMI o degli artigiani? E se ci pensate bene anche la grande impresa e soprattutto la pubblica amministrazione non sono da meno …

Siamo certi che col Jobs ACT cambieranno le regole del gioco?

Bene la riflessione è questa: dove sta la linfa vitale? Dove stanno le idee? Le energie? La voglia di cambiare e crescere? Da dove vengono fuori i progetti e l’olio di gomito che serve per la produzione di tutti i giorni?  Dove sono le nuove competenza, quelle contemporanee che strizzano l’occhio a quelle necessarie nell’immediato futuro prossimo?

E’ fin troppo chiaro che il cuore pulsante del processo di cambiamento necessario è sotto un muro di gomma spesso e direi cieco.

Per non parlare poi della filiera di costruzione delle politiche pubbliche. quante sono oramai le policy scritte da chi non è politico né pubblico dipendente? e poi soprattutto, da chi vengono attuate e comunicate?

Ecco, qui nasce il concetto della banca del seme anonimo, dove i donatori sono la porzione sana e rilevante del futuro di un paese intero, ma non hanno volto, non hanno spazio.

Certo, si criticherà che a volte mancano di coraggio e spesso peccano in termini di esperienza. Ma in entrambi i casi ci si può lavorare sopra, nel senso che le messa a sistema della rete di intelligenze che oggi produce per altri può rendere collettivo il coraggio che serve, sul fronte invece dell’esperienza … beh!

Vi do una notizia, oramai ci sono persone che ci comprendono, che non ci usano più, perchè hanno iniziato a accettare che solo con equa collaborazione intergenerazionale è possibile arrestare il declino e procedere verso un nuovo concetto di benessere diffuso.

Chi ha l’intelligenza di non appropriarsi del frutto del sudore della banca del seme anonimo ha compreso che c’è un’italia migliore che vuole solo produrre, che vuole rendere pratico e concreto quello che ha studiato (che ha fatto chimica con quello che la vita gli ha offerto), che ha voglia di vedere le cose accadere.

Chi ha compreso che deve avere dialogo con la banca del seme anonimo sta rendendo più fluidi i processi d’innovazione che oramai sgorgano uniformemente da tutti i territori, che hanno interpreti giovani (ed anche non più giovanissimi) ed autorevoli in grado scaricare a terra le novità che non vengono bloccate dall’ingordigia, dalla presunzione, dall’ambizione di chi non è mai sazio.
Specie quando ha già dimostrato d’aver fallito e fatto terra bruciata da un punto di vista culturale, ambientale, sociale ed economico.

Ergo, forza e coraggio, la banca del seme anonimo non cerca le luci della ribalta, solo canali attraverso cui permettere alle generazioni del muro di gomma di redimersi. Insieme.

L’orgoglio della consapevolezza e dell’autosufficienza porta con se la fierezza dell’indipendenza, quindi le ali delle libertà, per se e per gli altri.

E’ la stagione dell’intelligenza connettiva che fa decollare i valori e i contenuti delle reti umane ed economiche.

Non avrà più spazio nè rispetto chi non rispetta le regole del gioco.

Buon vento Sardegna mia, buon futuro a tutti, #astenersiperditempo

e come sempre io lo dico a voi, ma voi per piacere ditelo a tutti: #avantitutta

 

Nicola

aspirina_131

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