Il Progetto Innovation Manager Sardegna

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i'msardegna

C’è una Sardegna che lavora lontano dai riflettori, che produce idee e innovazione. Che lavora duro senza preoccuparsi di catturare consenso, con l’unico obiettivo di fare bene il proprio lavoro, conscia del fatto che sia finito il tempo dei rimpianti e delle recriminazioni e sia arrivato il momento del fare e del preparare le nuove generazioni a fare bene..
Queste riflessioni mi giravano per la mente ieri, al rientro dal convegno “Turismo: e?” tenutosi ieri ad Alghero.
Ci sono delle iniziative poco conosciute che meriterebbero davvero una ribalta ben più lusinghiera. Questo progetto, inserito nel percorso I’M Sardegna, Innovation Manager Sardegna, del quale il convegno sul turismo di Alghero è solo uno dei numerosi elementi chiave, è uno di questi.  Il fatto poi che il nostro Nicola Pirina sia ideatore e consulente scientifico del progetto che la RAS ha affidato al Formez, è naturalmente un ulteriore motivo di grande orgoglio.
Ieri guardavo questi 24 ragazzi che si preparano all’ingresso nel mondo del lavoro, persino con una punta di invidia. Forse non se ne rendono conto, ma stanno affrontando uno dei percorsi in assoluto più completi e innovativi che mi sia capitato di vedere nel campo della formazione specialistica post-universitaria.
Mi sembra di vedere la versione 2.0 di un master tradizionale: docenti universitari ma anche managers e consulenti che vivono e operano nelle aziende, convegni a tema, workshop, stages, esperienze all’estero e una community di riferimento. Un anno e mezzo vissuto alla velocità della luce. Chapeau.

Questa è la formazione che le aziende si aspettano di trovare nei giovani di prossima assunzione. Questo era quello che cercavo quando ebbi la responsabilità di curare la selezione di un’azienda di trasporti: un mix esplosivo fatto di solida preparazione di base, competenze avanzate, propensione all’innovazione, internazionalizzazione e  quell’apertura mentale che solo esperienze di questa natura possono consolidare.
Baricco fa dire a Novecento, il protagonista dell’omonimo libro “negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto”.
In bocca al lupo a questi “magnifici 24” perchè in quei 48 occhi c’è davvero molto futuro.
adiosu
Lucio

p.s. Il convegno era davvero interessante e, caso raro e fortunato, non ha avuto in apertura alcun saluto di sindaci, assessori e truppe cammellate di supporto ….

Prossimo appuntamento ad Olbia il 5 marzo per parlare di “Innovazione e Mercati Internazionali”.