La 131

131cartello-lavoriLasciamo perdere il fatto che in 40 anni non l’ho mai vista senza cantieri, così come molte delle diramazioni principali del nostro semplice sistema viario interno, non è questo il tema.

La 131 ed i sistemi arterioso e venoso della mobilità sarda non rappresentano solo l’architettura infrastrutturale per spostare merci e persone in tutte le direzioni e profondità dell’isola, non devono e non possono essere solo considerate pertanto come contenitori di mezzi per la mobilità.

Se la si guarda un altro punto di vista, la 131, così come le altre, è un luogo di tempo, tempo prezioso, indispensabile, tempo sempre più mancante.

Se la 131 fosse stata concepita (o si iniziasse a concepire) come anche contenitore di tempo, che permetta, senza soluzione di continuità e con robustezza, la possibilità di parlare ininterrottamente, di lavorare, di connettersi, di fare videochiamate (ovviamente con tutto il rispetto del codice della strada e per la sicurezza nella circolazione), allora sì che sarebbe molto diverso, bello e piacevole attraversare la Sardegna, lavorare lungo le sue strade.

Da luogo passivo a percorso di mobilità attiva.
Perché, così come le macchine non sono solo contenitori di persone, così le strade non sono solo contenitori di mobilità di merci e di persone.

A questo si aggiunga che, poste le attuali soluzioni tecnologiche, le strade stesse possono narrare il territorio, la sicurezza, il traffico, possono narrare i luoghi ed i loro contenuti, possono invogliare a percorrere paesaggi per il nutrimento della mente e dello spirito, possono ingolosire all’assaggio …

Ecco, le strade sono contenitori di tempo e di vita.

Vorrei che lo fossero anche in Sardegna.
E non vorrei chiudere dicendo che spero che i miei nipoti possano vederlo.
Vorrei vederlo io con tutti voi.

buon viaggio, buona estate

e come sempre io lo dico a voi, ma voi per piacere ditelo a tutti: #avantitutta

vostro affezionatissimo,

Nicola

aspirina_131