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Turismi da Incubo #25

Piccolo saggio sulle leggi fondamentali della A-Turisticità.

Nel variegato dizionario che alimenta il pantheon  delle “perle” raccontate da “Turismi da Incubo” fa la sua comparsa il termine “a-turisticitá”: niente paura, nulla che possa scomodare l’Accademia della Crusca. Si tratta, al contrario, di un concetto ben conosciuto a noi sardi, declinato spesso con un lessico differente, ma comunque da tempo noto: altro non è, infatti, che quella insana improvvisazione che fa sì che  “tutti si intendano di turismo”, che trasforma oscuri ragionieri in manager turistici, ambiziosi assessori comunali al bilancio in invadenti pianificatori del territorio, proprietari di malsani scantinati in esperti di ricezione turistica ed hotelerie. È quel male oscuro che colpisce allo stesso modo politici d’avanguardia e privati cittadini, operatori professionali e lavoratori trimestrali, baristi e direttori d’albergo. Improvvisazione quindi, ma anche ignoranza (intesa proprio come mancanza di conoscenza), sufficienza e, talvolta addirittura, arroganza e supponenza. Tutto ciò può essere sintetizzato, appunto, nel concetto di a-turisticitá, che, quando va bene, genera comportamenti isolati inadeguati, ma, quando va male, produce scelte scellerate con un forte impatto su tutto il sistema.

L’a-turisticitá, ovvero la negazione di ciò che dovrebbe essere fatto per rilanciare la filiera turistica, è molto più diffusa di quanto possa sembrare: tutti conosciamo un “homo a-turisticus” o un caso eclatante ed evidente di a-turisticitá.  Quasi si potrebbe dire che la a-turisticità é ben presente dentro il sistema turistico, lo permea e lo avviluppa sino a diventarne parte integrante, nonostante da tutti i suoi componenti venga ampiamente negata e disconosciuta.  Con le dovute proporzioni, è un po’ come la natura umana, che é spesso invasa, fino al midollo, di stupidità, senza che questa venga comunque mai riconosciuta da chi ne é permeato.

E proprio partendo dalla stupidità e dalle sue tre leggi fondamentali  che qui proviamo a scrivere, in analogia a quanto scrisse Carlo Maria Cipolla nel 1988, le Leggi Fondamentali della a-turisticità, la cui declinazione va compresa alla luce di quattro assiomi fondamentali, di seguito elencati:

  1. l’a-turisticità danneggia l’intera economia della destinazione  perché ignora le interdipendenze e le relazioni  incrociate tra domanda, offerta e territorio. Se ignora, essa è quindi pura ignoranza e quindi, come tale, va combattuta, senza se e se ma.
  2. l’a-turisticità al potere fa danni superiori a qualsiasi altra mancanza di competenza  osservata nella politica, perché non è nè riconosciuta, né, tantomeno, richiesta e quindi attesa dalla collettività;
  3. l’a-turisticità è virulenta e si autoalimenta secondo processi auto-referenziali finalizzati a mantenere elevata la percentuale di a-turisticità;
  4. l’homo a-turisticus è più pericoloso di un ladro: se infatti è generalmente chiara la logica che sta alla base delle azioni di un ladro, impossibile è comprendere a pieno azioni e decisioni clamorosamente a-turistiche in quanto o passano sotto silenzio, o vengono contrabbandate come complesse da comprendere e quindi ostiche da spiegare, o, ancora peggio, non vengono comprese a pieno neanche da chi le attua.

 

Prima Legge della A-turisticità

Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di uomini di potere a-turistici in circolazione.

Corollari:

  1. a) politici che reputiamo razionali e talvolta persino intelligenti,  all’improvviso possono diventare a-turistici senza preavviso e in maniera clamorosamente devastante;
  2. b) la percentuale di soggetti con elevata propensione a-turistica all’interno di strutture di qualunque  natura è sempre e comunque decisamente più alta della peggiore stima che avevamo ipotizzato.

Conclusioni: E’ impossibile definire a priori una percentuale di a-turisticità, dato che qualsiasi numero sarà sempre troppo piccolo.

 

Seconda Legge della A-turisticità

La probabilità che un certo uomo di potere sia a-turistico é indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona,  la quale spesso ha l’aspetto innocuo, ingenuo o perfino intelligente e ciò fa abbassare la guardia.

Corollari:

  1. A) Se studiamo la percentuale di homo a-turisticus distribuita fra gli addetti turistici della front line, scopriremo che è infinitamente più alta di quello che ci illudevamo di trovare.
  2. B) supporre che questa elevata probabilità sia  in relazione con il basso livello culturale o col fatto che il turismo offra in prevalenza impieghi di tipo stagionale non riuscirà mai a spiegare completamente lo strabiliante fenomeno.

 

Terza Legge della A-turisticità

Un soggetto a-turistico è chi non comprendendo l’importanza del suo ruolo (in qualsiasi punto della filiera turistica ed a qualunque livello di responsabilità egli si trovi) con i suoi scriteriati comportamenti causi un danno all’intero sistema turistico, senza nel contempo avere alcuna certezza di aver realizzato alcun vantaggio di lungo periodo per sé, o per l’organizzazione nella quale opera. O nel peggiore dei casi, addirittura subendone una perdita diretta e immediata o futura in termini di passaparola e feedback negativi ricevuti e diffusi.

Corollari:

  1. A) è massima soddisfazione e sommo esercizio di potenza per l’homo a-turisticus dimostrare come l’insuccesso conclamato e i risultati nulli o deprecabili conseguiti in un qualsiasi incarico con blande o significative responsabilità turistiche non debba affatto essere un ostacolo per assegnare/ricevere futuri e più significativi incarichi.
  2. B) è massimo godimento per l’homo a-turisticus rinforzare il concetto che l’appartenenza ad un gruppo politico di qualsivoglia colore o fede politica – in occasione dell’assegnazione di nuovi e prestigiosi incarichi – deve fare sempre e comunque soprassedere su ogni piccola o grande evidente dimostrazione di a-turisticità.

 

Quarta Legge della A-turisticità

Gli operatori turistici intelligenti sottovalutano sempre e comunque  il potenziale nocivo delle persone ad alto tasso di a-turisticità poste in ruoli di media e grande responsabilità pubblica.

Corollari

  1. A) sottovalutare che gli a-turistici seriali possono fare più danni di quelli fatti da illustri personalità a-turistiche del passato – facendosi guidare dal mantra “peggio di così…” – si dimostra infallibilmente un errore fatale.
  2. B) assegnare a personalità a-turistiche incarichi considerati marginali immaginando di poter limitare i danni si rivela immancabilmente un errore madornale .

 

Quinta Legge della A-turisticità

La persona a-turistica é il tipo di persona più pericolosa che esista per le prospettive dello sviluppo economico.

Corollario:  Esistono quattro tipi di homo a-turisticus, distinti per il grado di pericolosità:

– “A-turistico sprovveduto” e mediamente pericoloso: chi con la sua azione tende a causare danno a sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro;

– “A-turistico paraculo a pericolosità medio-alta: chi con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro;

– “A-turistico carogna” ad elevata pericolosità: chi con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma allo stesso tempo danneggia qualcun altro;

– “A-turistico deficiente” ad altissima pericolosità:  chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

 

Per non  sprecare queste riflessioni semi-serie, spudoratamente ispirate agli scritti di Carlo M. Cipolla, Sardegna2050 intende istituire un Premio di A-turisticità, con il quale si intende segnalare i più significativi esempi di a-turisticita presenti nell’isola (sappiamo essercene tanti), i casi più eclatanti, le esperienze che tutto il mondo ci invidia e che, noi, egoisticamente, teniamo ben strette.

L’invito é quindi rivolto a tutti i nostri soci, ai lettori del blog e dei social di Sardegna 2050: siate cacciatori di “campioni di a-turisticità”, di esempi fulgidi da tramandare negli anni, affinché non se perda la memoria.
Non si vince niente, ma forse se ne guadagna in consapevolezza dei nostri problemi, con il fine di contribuire a stimolare riflessioni critiche e costruttive su come ripristinare i livelli fisiologici di  competitività e qualità dei “turismi”.

Scrivete a presidente@sardegna2050.it o twittate con l’hastag #a_turisticità  bene in vista!!!

Aspettiamo le vostre segnalazioni.

 

Buon Turismo a tutti

Gianfranco Fancello & Lucio Moore

 

Per chi avesse perso le ultime puntate di Turismi da Incubo:

#24 Requiem per Mine(i)stre(i) riscaldate(i)

Ah, la vecchia e cara crisi di governo…. si, si, proprio lei, quella che negli anni della prima Repubblica faceva capolino con frequenza pressoché annuale e che oggi avevamo quasi dimenticato.
Allora serviva per far ruotare nei posti di governo i tanti rappresentanti delle numerose correnti della Democrazia Cristiana e quasi nessuno si accorgeva delle differenze, mentre ora si muovono addirittura i governi stranieri preoccupati (parrebbe) dell’interruzione dell’azione di governo

#23 MEETFORUM: PICCOLI DIAMANTI GREZZI CRESCONO (FINALMENTE)?

Olbia. Italia. Mediterraneo. Europa.
A prima vista sembrerebbe che non vi siano punti di contatto fra Davos ed Olbia. L’una in Svizzera, l’altra in Sardegna. La prima a 1.500 metri, la seconda in riva al mare. L’una piena di sciatori, l’altra di velisti. Apparentemente niente in comune.
Eppure dalla settimana scorsa qualcosa è cambiato …(fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 

#22 E-BOOK TURISMI DA INCUBO

E’ con grande piacere che presento una novità fra le iniziative di Sardegna 2050: è appena uscito, fresco di stampa in pdf, “Turismi da Incubo: la raccolta” ovvero l’insieme degli articoli scritti sul nostro blog fra il 2014 e 2016 dall’attuale PresidenteLucio Murru sul tema del turismo: la collezione dei diversi post in un unico volume, oltre che rendere la lettura più agevole, mette a disposizione di chiunque il punto di vista di uno dei massimi esperti di turismo presenti in Sardegna, fornendo un essenziale contributo critico di analisi in un settore vitale ….(fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#21 CRESCITA SENZA SVILUPPO

La chiarezza del prof. Ricolfi è sempre illuminante: “i concetti di sviluppo e crescita non sono perfettamente equivalenti. Lo sviluppo  comporta dei cambiamenti qualitativi essenziali della struttura  economica.” Ecco perché la crescita dei flussi turistici degli ultimi anni, confermata dalle ottime proiezioni  del 2016, è un dato importante  che ha in se le potenzialità per creare le precondizioni per lo  sviluppo, ma non rappresenta “il” processo di sviluppo.
Per parlare di sviluppo, accanto alla crescita assoluta di arrivi e  presenze dovremmo poter intravvedere processi – anche lenti – di  cambiamento negli elementi costitutivi del fenomeno …. .(fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#20 ADDOMESTICAMI, DISSE LA VOLPE

La parola Ryanair è nel marketing giornalistico una grande e inesauribile cash cow, che se non fosse perché la disciplina è maledettamente americanofona, chiameremmo, visto il no
stro legame affettivo con gli ovini (che per fortuna non raggiunge quello del ben noto Gavino celebrato da Piero Marras), pecora da mungere.
Comunque la pensiate, il low cost rappresenta giornalisticamente uno di quei super-hit riempi pista … …. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#19 L’EDUCAZIONE TURISTICA

D’estate c’era il mare,
una cosa azzurra e lontana
che esisteva solo per alcuni mesi, 
poi cessava di avere qualunque realtà.
Diario di una maestrina. Maria Giacobbe 1957

A volte leggere il passato può aiutarci a sognare un futuro diverso. Maria Giacobbe potrebbe riscrivere oggi, dopo sessant’anni, lo stesso folgorante periodo e colpire ancora nel segno ……. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 

#18 COMMODITY SARDINIA

Kotler sta al marketing come Dylan alla  musica: nessuno può negare di averne subito una piccola o grande influenza.
L’arte del marketing – dice da sempre – è quella di costruire un marchio: “If you are not a brand, you are a commodity. Then price is everything and the low-cost producer is the only winner.”
Una riflessione che ci potrebbe aiutare a capire meglio il futuro del turismo in Sardegna …… (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#17 IL TURISTA RILUTTANTE

Nonostante le indigestioni di Autunni nel-cuore-di-non-so-dove, Sagre del-prodotto-più-genuino-del-tuo, fior fiori di Montagne-che-producono, Borghi più-identitari-che-mai, Sapori più-autentici-del-mondo conosciuto, Degustazioni delle-Sardegne-più-vere, Rassegne eno-gastronomicamente-politically-correct, improbabili show di Eccellenze uniche, parate di doc, dop, igt, igp, stg custodi-gelosissime-di-tradizioni-millenarie, Stagioni teatrali e festival musicali winter-edition, …… (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#16 TERAPIE CALIFORNIANE

La nostra Ottana del turismo si chiama Ryanair.
Ma negli anni ’60 i sostenitori della corrente economica che credeva nel cosiddetto “sviluppo squilibrato”, erano in qualche modo giustificati. L’idea che un massiccio intervento pubblico per innestare nuovi dinamismi industriali “esterni” in un territorio debole e incerto sul da farsi, poteva anche starci. I grandi poli di sviluppo, gli imprenditori del continente, la petrolchimica, …. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#15 CORTAS E CHIUSAS

Se state “passando in Sardegna leggeri”, in veste di spavaldi turisti fuori stagione, emuli di Atzeni, D.H. Laurence o di Valery e avrete la tentazione di cantare senza indugio la strofa “no one speaks English, and everything’s broken” del Tom Traubert Blues di Tom Waits, cercate di aver pazienza.
Siamo un popolo generalmente virtuoso….  (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 #14 MARE E SARDEGNA

Non è necessario essere Nicholas Negroponte, il più straordinario visionario tra quelli che fanno previsioni sul futuro ( ma lui ci azzecca), per capire che il turismo come lo intendiamo oggi, verrà spazzato via dai tempi.
Sarà necessario inventare una rivoluzionaria “estetica del turismo“, una grande bellezza… (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 #13 STAGIONATISSIMI

Quando i metodi cabalistici e astrologici non ci aiutano, le previsioni turistiche e le interpretazioni dei segnali deboli rischiano di restare un arcano imperscrutabile.
Infatti, facendo salvi gli approcci mistici ed esoterici che potrebbero mettere in correlazione numeri e comportamenti turistici ….. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#12 STAGIONALITA’ (2)

Un amico fraterno mi tirafacebookamentele orecchie. Non gli è piaciuto l’ultimo post sui temi della stagionalità (link) . “Ne hai dato una dimensione prosaica che fa sorridere, ma non affronta in modo analitico i nodi critici “, scrive.
Fosse facile, gli ho risposto ……. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#11 – UNA STAGIONALITÀ DA FAVOLA

Tra le figure mitologiche delle credenze popolari della Sardegna, accanto alle Janas, Maria Pettena, e all’Accabadora – in assenza di Ippogrifi, Chimere, Cerberi e Leviatani –   trova il suo posto d’onore la figura leggendaria, altrettanto inquietante, dellaStagionalità.
Questo mostro (pare prevalentemente marino) di multiforme ingegno ….. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#10 – FRANZA O SPAGNA

Un amico mi ha chiamato per criticare l’eccessiva celebrazione dei modelli turistici Spagnoli. Non tutto è oro quello che luccica nella penisola iberica, dice, e comunque è la Francia il paese leader mondiale  del turismo ……. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#09 – BASSE INSINUAZIONI

Supposto che questa sia la volta buona.
Supposto che, come un solo uomo, maggioranza ed opposizione in pochi mesi comincino a scrivere un Piano di Sviluppo Turistico.
Supposto anche che il Piano non sia proprio rispondente ai desiderata di tutti ……. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 

#08 – TURISTA PER CASO

Rassegna stampa dall’Expò: “il porceddu sardo è diventato un caso nazionale”, “riscossa del porceddu”, “Il porceddu infine ce l’ha fatta”, “vinta la sfida con il coccodrillo “.
Le storie a lieto fine, sono quelle più emozionanti, ma già sentire chiamare il maialetto porceddu, ai sardi fa correre un brivido su per la schiena …… (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#07 – GRAMATICA TURISTICA ESPAÑOLA

Come dimenticare il mitico professor Keating dell’Attimo Fuggente, quando salì in piedi sulla cattedra per ricordarci che dobbiamo provare ad osservare le cose da angolazioni diverse?
“È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva” diceva.
Pillole di saggezza inascoltate, specie sul versante turismo …… (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

TURISMI DA INCUBO  #06 – ARRIBA ESPAÑA

Facendo il confronto tra il sistema turistico Italiano e quello Spagnolo, viene in mente la storica partita Olanda – Uruguay dei Mondiali di calcio del ’74.
In campo c’era solo una squadra.  L’Olanda di Cruyff e Neeskens, che venne subito battezzata ‘arancia meccanica’ ….. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 

Turismi da Incubo #5 Triste, solitario y ..

Scrivono La Nuova e Sardiniapost  “Non bastano la barca, le vele o il vento. Per girare il mondo tra le onde e far conoscere il nome della Sardegna in tutto il mondo ci vogliono anche i soldi”.
Bonjour monsieur La Palisse, direte voi. Voi che magari cosa sia la Vendée Globe ….. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 

TURISMI DA INCUBO #4 Marinai di foresta

Mentre leggevo della sempre disastrosa bilancia commerciale Sarda, che ci qualifica importatori netti di quasi tutto, tranne che di petrolio, mi sono capitati in mano due ritagli di giornale.
Il primo del 2012 mi aveva colpito perché  trionfaleggiava come solo solo alcuni giornalisti di peso sanno fare …..   (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 

 # 3 L’Ordinanza Balneare

Un sistema vivo e vitale dovrebbe essere attento all’evoluzione della domanda turistica.  Un sistema reattivo ad esempio, sapendo che i numeri della domanda turistica di giugno e settembre 2014 apparivano in crescita (giugno 2014, sul 2013, conteggiando il traffico di traffico di porti e aeroporti, evidenzia una crescita di circa 40.000 unità …….  (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 

# 02 Le spiagge

Vedendo lo stato disastrato delle nostre spiagge in primavera, viene da sospettare che nelle menti di molti amministratori locali, l’avvenieristica idea di “industria turistica” non guardi mai la Sardegna con gli occhi curiosi ed esigenti del visitatore.
Non sarebbe né logico nė furbo …… (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#1 Il Convitato di Pietra

Aprile e maggio sono i mesi dedicati ai convegni sul turismo. Fa figo discettarne più o meno allegramente con l’apporto distratto e sornione di esperti, operatori e possibilmente dei politici locali, ideali per officiare messa. E’ tutto un fremere di “
allarmi” e “denunce”; aperitivi obbligatori dell’immancabile “fare sistema”, …..  (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

La 131

131cartello-lavoriLasciamo perdere il fatto che in 40 anni non l’ho mai vista senza cantieri, così come molte delle diramazioni principali del nostro semplice sistema viario interno, non è questo il tema.

La 131 ed i sistemi arterioso e venoso della mobilità sarda non rappresentano solo l’architettura infrastrutturale per spostare merci e persone in tutte le direzioni e profondità dell’isola, non devono e non possono essere solo considerate pertanto come contenitori di mezzi per la mobilità.

Se la si guarda un altro punto di vista, la 131, così come le altre, è un luogo di tempo, tempo prezioso, indispensabile, tempo sempre più mancante.

Se la 131 fosse stata concepita (o si iniziasse a concepire) come anche contenitore di tempo, che permetta, senza soluzione di continuità e con robustezza, la possibilità di parlare ininterrottamente, di lavorare, di connettersi, di fare videochiamate (ovviamente con tutto il rispetto del codice della strada e per la sicurezza nella circolazione), allora sì che sarebbe molto diverso, bello e piacevole attraversare la Sardegna, lavorare lungo le sue strade.

Da luogo passivo a percorso di mobilità attiva.
Perché, così come le macchine non sono solo contenitori di persone, così le strade non sono solo contenitori di mobilità di merci e di persone.

A questo si aggiunga che, poste le attuali soluzioni tecnologiche, le strade stesse possono narrare il territorio, la sicurezza, il traffico, possono narrare i luoghi ed i loro contenuti, possono invogliare a percorrere paesaggi per il nutrimento della mente e dello spirito, possono ingolosire all’assaggio …

Ecco, le strade sono contenitori di tempo e di vita.

Vorrei che lo fossero anche in Sardegna.
E non vorrei chiudere dicendo che spero che i miei nipoti possano vederlo.
Vorrei vederlo io con tutti voi.

buon viaggio, buona estate

e come sempre io lo dico a voi, ma voi per piacere ditelo a tutti: #avantitutta

vostro affezionatissimo,

Nicola

aspirina_131

 

#brainsurfing2015 Correnti d’Innovazione e Resilienza

luca pirisiSembra Alessandro Mannarino, ma ha studiato cose differenti.

Vi racconto #brainsurfing2015 _ correnti d’innovazione e resilienza http://www.propositivo.eu/progetti/brain-surfing/open-call
l’iniziativa di Luca Pirisi, classe ’87, digital champion di Macomer, ossia il Festival della Resilienza che si terrà dal 27 luglio al 2 agosto.
Dove? In Sardegna, where else, tra Macomer e Bosa.

Ho conosciuto Luca nella stessa maniera in cui ho incontrato tutti gli altri digital champion, sardi o meno. Abbiamo impiegato un pò a metterci seduti per ragionare, a parlare e a discutere di come interpretare il sorriso di un territorio, di come valorizzare quello che ha studiato, di come essere utile alle comunità locali.
2000 parole al secondo, cariche di energia, quasi di rabbia, di rara voglia di fare qualcosa di positivo per un territorio, che in tanti di storia repubblicana dovrebbe oggi di sicuro avere un volto differente.
Così è Luca Pirisi, provare per credere.
Il Marghine e la Planargià, con epicentro rispettivamente in Macomer e Bosa, sono alcune delle zone, delle tradizioni, spiagge, montagne e campagne più belle della Sardegna.
E già questo, essendo estate, basterebbe per essere incuriositi e presenti al Festival.
Ma c’è di più. Li ci sarà voglia di guardare lontano.
Così come Mannarino, per me la versione maschile moderna di Gabriella Ferri, Luca mette la stessa energia che esce dalla roca voce della canzoni di Alessandro, Luca mette quella passione nella voglia di restituire al territorio quanto la sua giovane vita gli ha già permesso e regalato.
Il Festival della Resilienza metterà in campo le reti delle reti, non solo sarde, case di amici, sole, mare ed una settimana per coprogettare il rilancio di un territorio. La trama e l’architettura è tirata su insieme all’Associazione ProPositivo per mettere insieme giovani sotto 35 anni che abbiano voglia di valorizzare l’intelligenza collettiva per scatenare un processo di cambiamento territoriale che possa consentire ad un territorio di uscire da un momento buio (che dura oramai veramente da troppi anni).
Il Festival della Resilienza, perché? Perché è momento di passare da intelligenza collettiva a intelligenza connettiva, perché solo con reti umane si possono scatenare corto circuiti per far ripartire i territori, che da resilienti dovrebbero diventare anti fragili.
Possente il partenariato dell’iniziativa (Digital Champions Sardegna, Rena, OpenHub, OpenPolis, il LIS Adriano Olivetti de La Sapienza, il Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica e molti altri), forte anche di altre esperienze (ad esempio, due edizioni de “Sardegna in Transazione”, 2013 e 2014).
Sarà un incontro tra brainstorming e couchsurfing, organizzato nell’intento di aiutare le comunità locali a declinare ed implementare le strategie nei propri territori.
Partendo dalla mappatura del patrimonio informativo, si punta sul ruolo attivo dei professionisti locali under 35, che ospiteranno e racconteranno il territorio ad esperti nazionali, in una settimana di meeting itineranti, alla scoperta delle criticità, al fine di scatenare nuovi progetti per la Sardegna.
Dal 27 Luglio al 2 Agosto, Open Government, Smart Cities, economia della condivisione, innovazione socio-sanitaria, sostenibilità e pratiche virtuose, saranno il focus su cui si concentrerà l’iniezione di quelle informazioni e competenze che faciliteranno l’emersione di un nuovo protagonismo progettuale.

“Per chi ha avuto la fortuna di crescere con solidarietà, rispetto, uguaglianza come principi basilari del proprio modo di essere, è come sognare ad occhi aperti. Tutte le persone godono degli stessi diritti e chi ha più possibilità è chiamato a fare uno sforzo solidaristico per garantire la tutela anche dei più sfortunati, nel rispetto di quel patto civico che ci rende tutti cittadini italiani.”
Così Luca mi ha convinto, citando anche Calamandrei che citava Gramsci 😀
“Purtroppo però la realtà è oggi ben diversa da quanto assunto nei fondamenti della Costituzione. L’Italia è un Paese segnato da decenni di disparità, da fasi traumatiche e con un presente radicalizzato su antiche intolleranze: tornano ad aumentare le distanze tra territori, classi sociali, etnie e nell’immaginario collettivo le istituzioni, da guida, diventano nemici del popolo. Una condizione complessa e dalle radici profonde, a cui il potere legislativo e burocratico fatica a porre rimedio.”
Prosegue lui … e come dargli torto?

Questi sono i motivi per cui ho accettato il suo invito a far parte dell’iniziativa, queste sono le ragioni per cui Vi invito in Sardegna!

E come sempre, io lo dico a Voi, ma Voi per piacere ditelo a tutti: AVANTITUTTA!

Vostro affezionatissimo,

Nicola Pirina

Campioni si diventa – Ottana, 31 gennaio 2015.

nicola pirinaOttana, 31 gennaio 2015.
“Non siamo campioni, ma ci stiamo allenando seriamente per giocare al meglio la partita del digitale”. Nicola  Pirina, Obelix per gli amici, l’evangelizzatore digitale fido scudiero del Digital Champion nazionale Riccardo Luna, ti accoglie con un sorriso aperto ed un abbraccio che toglie il fiato. “Dobbiamo fare molta palestra, serve allenamento e motivazione ma soprattutto serve aprire le porte che sino ad ora sono rimaste chiuse, per far circolare informazioni, farle diventare idee, esperienze e conoscenze”.

Aria nuova, quindi, ad Ottana dove gli 8 Digital Champions sardi, nominati alla presenza del premier Renzi il 20 novembre scorso, sono già ufficialmente diventati 54 e quasi altrettanti sono lì pronti a indossare la casacca e scendere in campo. “In due mesi contiamo di essere 377” dice Nicola con negli occhi l’entusiasmo di chi ha una visione ben precisa del futuro, “pronti a partire per una straordinaria rivoluzione pacifica che questo esercito di volontari sogna di portare capillarmente in ognuno degli oltre 8.000 Comuni Italiani”.

Dal centro della Sardegna, dalla zona forse più problematica da sviluppare, sono stati impiantati i semi di  una rivoluzione che viene dal basso, con l’ambizione di provare metaforicamente ad aggiornare  i vecchi Sistemi Operativi Regionali e Comunali installando i “software” Digital Champion (DC), più interconnessi, più open-minded, più aperti, dialoganti e condivisi.
E’ da Ottana che partono onde anomale, quelle che anche all’interno di rivoluzioni digitali apparentemente fredde e hardware-oriented, invece rimettono al centro l’uomo.
Ecco dunque nuove reti neurali biologiche, targate DC, reattive e sensibili per sfruttare il pieno potenziale di networks  deboli, carenti e, anche dove presenti e forti, sinora sottoutilizzate.

L’associazione Digital Champions, senza staff, senza budget e senza retribuzione, comincia quindi, attraverso il lavoro di volontari, un nuovo e vero re-engineering che usa le menti dei DC non solo come super esperti o un super tecnici informatici, ma anche e soprattutto come sensori intelligenti che catturano, elaborano e rimandano segnali, codificandoli dentro database aperti fatti di competenze ed esperienze che possano aggiungere valore alle conoscenze collettive.
Spazio perciò ai DC Sardi, 377 piccoli motori di ricerca specialistici, attivi (e non solo passivi) al servizio dei territori, per attivare una rete evoluta di problem solvers nella quale si assommano competenze e attraverso la quale si cerca di restituire soluzioni o scenari possibili. Non tuttologi, ma  facilitatori ricchi di hyperlinks che si pongono al servizio dei territori e che lavorando in un gruppo con competenze trasversali, operano in modalità “open” perché credono nella condivisione del sapere.

Ad Ottana c’erano almeno due generazioni a confronto: nativi digitali e non, che si confrontavano a viso aperto con obiettivi comuni. C’era anche molta Sardegna2050; oltre a Nicola e me, sono DC Raffaella Sanna , Paolo Boì, Francesco Congiu, Alessandra Patti,  Robertina Lepori, Simone Salis, Manuel Floris, Rinaldo  Bonazzo e Vito Prisciano. Visto il nostro lavoro sui temi della European Code Week e del progetto A Scuola di Open Coesione (Asoc), le future collaborazioni promettono di essere davvero molto interessanti.
Se son rose, fioriranno.
Sarà un piacere giocare insieme ai campioni.

Adiosu
lucio

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