#brainsurfing2015 Correnti d’Innovazione e Resilienza

luca pirisiSembra Alessandro Mannarino, ma ha studiato cose differenti.

Vi racconto #brainsurfing2015 _ correnti d’innovazione e resilienza http://www.propositivo.eu/progetti/brain-surfing/open-call
l’iniziativa di Luca Pirisi, classe ’87, digital champion di Macomer, ossia il Festival della Resilienza che si terrà dal 27 luglio al 2 agosto.
Dove? In Sardegna, where else, tra Macomer e Bosa.

Ho conosciuto Luca nella stessa maniera in cui ho incontrato tutti gli altri digital champion, sardi o meno. Abbiamo impiegato un pò a metterci seduti per ragionare, a parlare e a discutere di come interpretare il sorriso di un territorio, di come valorizzare quello che ha studiato, di come essere utile alle comunità locali.
2000 parole al secondo, cariche di energia, quasi di rabbia, di rara voglia di fare qualcosa di positivo per un territorio, che in tanti di storia repubblicana dovrebbe oggi di sicuro avere un volto differente.
Così è Luca Pirisi, provare per credere.
Il Marghine e la Planargià, con epicentro rispettivamente in Macomer e Bosa, sono alcune delle zone, delle tradizioni, spiagge, montagne e campagne più belle della Sardegna.
E già questo, essendo estate, basterebbe per essere incuriositi e presenti al Festival.
Ma c’è di più. Li ci sarà voglia di guardare lontano.
Così come Mannarino, per me la versione maschile moderna di Gabriella Ferri, Luca mette la stessa energia che esce dalla roca voce della canzoni di Alessandro, Luca mette quella passione nella voglia di restituire al territorio quanto la sua giovane vita gli ha già permesso e regalato.
Il Festival della Resilienza metterà in campo le reti delle reti, non solo sarde, case di amici, sole, mare ed una settimana per coprogettare il rilancio di un territorio. La trama e l’architettura è tirata su insieme all’Associazione ProPositivo per mettere insieme giovani sotto 35 anni che abbiano voglia di valorizzare l’intelligenza collettiva per scatenare un processo di cambiamento territoriale che possa consentire ad un territorio di uscire da un momento buio (che dura oramai veramente da troppi anni).
Il Festival della Resilienza, perché? Perché è momento di passare da intelligenza collettiva a intelligenza connettiva, perché solo con reti umane si possono scatenare corto circuiti per far ripartire i territori, che da resilienti dovrebbero diventare anti fragili.
Possente il partenariato dell’iniziativa (Digital Champions Sardegna, Rena, OpenHub, OpenPolis, il LIS Adriano Olivetti de La Sapienza, il Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica e molti altri), forte anche di altre esperienze (ad esempio, due edizioni de “Sardegna in Transazione”, 2013 e 2014).
Sarà un incontro tra brainstorming e couchsurfing, organizzato nell’intento di aiutare le comunità locali a declinare ed implementare le strategie nei propri territori.
Partendo dalla mappatura del patrimonio informativo, si punta sul ruolo attivo dei professionisti locali under 35, che ospiteranno e racconteranno il territorio ad esperti nazionali, in una settimana di meeting itineranti, alla scoperta delle criticità, al fine di scatenare nuovi progetti per la Sardegna.
Dal 27 Luglio al 2 Agosto, Open Government, Smart Cities, economia della condivisione, innovazione socio-sanitaria, sostenibilità e pratiche virtuose, saranno il focus su cui si concentrerà l’iniezione di quelle informazioni e competenze che faciliteranno l’emersione di un nuovo protagonismo progettuale.

“Per chi ha avuto la fortuna di crescere con solidarietà, rispetto, uguaglianza come principi basilari del proprio modo di essere, è come sognare ad occhi aperti. Tutte le persone godono degli stessi diritti e chi ha più possibilità è chiamato a fare uno sforzo solidaristico per garantire la tutela anche dei più sfortunati, nel rispetto di quel patto civico che ci rende tutti cittadini italiani.”
Così Luca mi ha convinto, citando anche Calamandrei che citava Gramsci 😀
“Purtroppo però la realtà è oggi ben diversa da quanto assunto nei fondamenti della Costituzione. L’Italia è un Paese segnato da decenni di disparità, da fasi traumatiche e con un presente radicalizzato su antiche intolleranze: tornano ad aumentare le distanze tra territori, classi sociali, etnie e nell’immaginario collettivo le istituzioni, da guida, diventano nemici del popolo. Una condizione complessa e dalle radici profonde, a cui il potere legislativo e burocratico fatica a porre rimedio.”
Prosegue lui … e come dargli torto?

Questi sono i motivi per cui ho accettato il suo invito a far parte dell’iniziativa, queste sono le ragioni per cui Vi invito in Sardegna!

E come sempre, io lo dico a Voi, ma Voi per piacere ditelo a tutti: AVANTITUTTA!

Vostro affezionatissimo,

Nicola Pirina