Gianfranco Fancello

image_pdfimage_print

Turismi da Incubo #26

Non solo incubi…. Tdi#26 –  Il turismo delle piccole cose

 

Forse non tutto è perduto, o meglio, i buoni esempi sono anche nelle piccole cose.

Spesso, da queste colonne, siamo stati volutamente  critici con chi detiene le leve dei processi decisionali sul territorio e non le usa,  con chi guarda il proprio orticello dimenticandosi di ciò che sta intorno, con chi, ancora, quell’orticello invece di coltivarlo e farlo crescere per cederlo poi ai proprio figli, lo distrugge per insipienza ed ingordigia.

Stavolta, invece, vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno, evidenziando quelle iniziative positive, anche piccole o apparentemente poco significative, che però, se inserite in maniera adeguata dentro l’orticello di cui sopra , e ben curate ed innaffiate adeguatamente, possono generare, nel tempo frutti abbondanti e di gran qualità.

L’aspetto forse più interessante risiede proprio nel metodo dei piccoli passi e delle azioni “step-by-step”.

Molte amministrazioni locali trascurano questa  politica  low profile, rincorrendo ambiziosi  programmi a lungo termine, che necessitano di una intera legislatura per essere pianificati e  poi però difettano di attuazione perché costano troppo o perché l’opposizione vince le elezioni, sale al potere, cancella il programma della giunta precedente ed inizia a pianificarne uno proprio, ovviamente utilizzando la durata dell’intera legislatura; e poi si ricomincia.

In realtà si sta perdendo l’abitudine a considerare virtuose le piccole cose, quelle più semplici, quelle che incidono poi per davvero sulla vita dei cittadini e che rappresentano gli elementi sui quali disegnare davvero il futuro prossimo.

Si conferma a volte il detto “il meglio è nemico del bene” ovvero quella pericolosa tendenza che tende spesso a rovesciare su Enti di livello superiore (“la Regione!!!”) tutte le aspettative di sviluppo, di crescita, di miglioramento, quando invece sarebbe più sensato guardarsi attorno, più onesto guardarsi dentro, più efficace fare, poco, piuttosto che aspettare che altri facciano molto.

Spesso sono le azioni basiche, quelle più elementari a determinare e/o innescare cambiamenti culturali dirimenti, indispensabili per attivare processi virtuosi.

 

È notizia recentissima che il comune di Alghero ha lanciato – a gennaio e non a giugno come accade regolarmente in altre realtà – un piano di interventi di pulizia e salvaguardia delle spiagge, finalmente muovendosi con tempistiche adeguate, per la tutela di quella che è senza dubbio una risorsa primaria della città catalana.

Il Comune di Lanusei qualche mese fa ha trasformato un progetto artistico e culturale in un’occasione per ristrutturare le facciate delle case, così come Loceri, qualche mese or sono, ha lanciato il “Progetto Colore”, un intervento di abbellimento del paese finalizzato a risistemare, attraverso un co-finanziamento, le facciate delle abitazioni e deliberato, a corredo, un nuovo regolamento comunale sul decoro urbano che sensibilizzi verso una maggiore attenzione all’estetica.

Un’iniziativa simile era stata lanciata qualche anno fa a Meana Sardo con un bando di concorso per la concessione di contributi a fondo perduto, per interventi edilizi di recupero e riqualificazione urbana.

Discorso ripreso nel 2016 da Nughedu Santa Vittoria, per diffondere la cultura della difesa del decoro urbano con lo slogan  “E ora facciamo più bella Nughedu. Via il non finito sardo”. Il paese, 500 anime vicino all’Omodeo, ha fatto parlare di se anche per l’evento Nughedu – Social Eating, una serata nella quale il paese trasforma la sua piazza principale in un ristorante sotto le stelle, ricevendo grande risalto anche sulle cronache nazionali.

E come non parlare di Sorradile (comune sotto i 400 abitanti) sempre sul lago Omodeo, che, oltre ad avere un circolo nautico sul lago che organizza gare e manifestazioni, è da tempo promotore di iniziative promozionali volte a valorizzare le attività dei sardi nel mondo e finalizzate a mantenere vivo un paese da tempo dichiarata o a rischio spopolamento.

 

Piccoli o piccolissimi centri che sposano grandi visioni. Che valorizzano l’estetica anche con finalità turistiche, ma soprattutto per riappropriarsi della cultura del bello, per il piacere di vivere e abitare in luoghi curati, ordinati  e ben manutenuti.

Si tratta per ora casi ancora isolati, che però offrono spazio a riflessioni profonde. E possono aprire vere e proprie  autostrade culturali. Specie quest’anno che Enit ha incluso la riscoperta dei Borghi fra le priorità del Piano Strategico Triennale per la promozione e valorizzazione del nostro patrimonio storico ed artistico più antico per stimolare nuovi flussi turistici, possibilmente internazionali – per la maggiore propensione a viaggiare in media e bassa stagione – alla scoperta di esperienze di vita reale e di interazione diretta con i luoghi.

Insomma oggi più che mai, dedicarsi alla valorizzazione delle risorse che possediamo, rieducare e riorientare verso la cultura dell’ospitalità e del piacere di vivere in località belle da vedere e da visitare, significa immaginare politiche territoriali e turistiche che contengono elementi potenzialmente rivoluzionari

 

Gianfranco Fancello e Lucio Moore

Turismi da Incubo #25

Piccolo saggio sulle leggi fondamentali della A-Turisticità.

Nel variegato dizionario che alimenta il pantheon  delle “perle” raccontate da “Turismi da Incubo” fa la sua comparsa il termine “a-turisticitá”: niente paura, nulla che possa scomodare l’Accademia della Crusca. Si tratta, al contrario, di un concetto ben conosciuto a noi sardi, declinato spesso con un lessico differente, ma comunque da tempo noto: altro non è, infatti, che quella insana improvvisazione che fa sì che  “tutti si intendano di turismo”, che trasforma oscuri ragionieri in manager turistici, ambiziosi assessori comunali al bilancio in invadenti pianificatori del territorio, proprietari di malsani scantinati in esperti di ricezione turistica ed hotelerie. È quel male oscuro che colpisce allo stesso modo politici d’avanguardia e privati cittadini, operatori professionali e lavoratori trimestrali, baristi e direttori d’albergo. Improvvisazione quindi, ma anche ignoranza (intesa proprio come mancanza di conoscenza), sufficienza e, talvolta addirittura, arroganza e supponenza. Tutto ciò può essere sintetizzato, appunto, nel concetto di a-turisticitá, che, quando va bene, genera comportamenti isolati inadeguati, ma, quando va male, produce scelte scellerate con un forte impatto su tutto il sistema.

L’a-turisticitá, ovvero la negazione di ciò che dovrebbe essere fatto per rilanciare la filiera turistica, è molto più diffusa di quanto possa sembrare: tutti conosciamo un “homo a-turisticus” o un caso eclatante ed evidente di a-turisticitá.  Quasi si potrebbe dire che la a-turisticità é ben presente dentro il sistema turistico, lo permea e lo avviluppa sino a diventarne parte integrante, nonostante da tutti i suoi componenti venga ampiamente negata e disconosciuta.  Con le dovute proporzioni, è un po’ come la natura umana, che é spesso invasa, fino al midollo, di stupidità, senza che questa venga comunque mai riconosciuta da chi ne é permeato.

E proprio partendo dalla stupidità e dalle sue tre leggi fondamentali  che qui proviamo a scrivere, in analogia a quanto scrisse Carlo Maria Cipolla nel 1988, le Leggi Fondamentali della a-turisticità, la cui declinazione va compresa alla luce di quattro assiomi fondamentali, di seguito elencati:

  1. l’a-turisticità danneggia l’intera economia della destinazione  perché ignora le interdipendenze e le relazioni  incrociate tra domanda, offerta e territorio. Se ignora, essa è quindi pura ignoranza e quindi, come tale, va combattuta, senza se e se ma.
  2. l’a-turisticità al potere fa danni superiori a qualsiasi altra mancanza di competenza  osservata nella politica, perché non è nè riconosciuta, né, tantomeno, richiesta e quindi attesa dalla collettività;
  3. l’a-turisticità è virulenta e si autoalimenta secondo processi auto-referenziali finalizzati a mantenere elevata la percentuale di a-turisticità;
  4. l’homo a-turisticus è più pericoloso di un ladro: se infatti è generalmente chiara la logica che sta alla base delle azioni di un ladro, impossibile è comprendere a pieno azioni e decisioni clamorosamente a-turistiche in quanto o passano sotto silenzio, o vengono contrabbandate come complesse da comprendere e quindi ostiche da spiegare, o, ancora peggio, non vengono comprese a pieno neanche da chi le attua.

 

Prima Legge della A-turisticità

Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di uomini di potere a-turistici in circolazione.

Corollari:

  1. a) politici che reputiamo razionali e talvolta persino intelligenti,  all’improvviso possono diventare a-turistici senza preavviso e in maniera clamorosamente devastante;
  2. b) la percentuale di soggetti con elevata propensione a-turistica all’interno di strutture di qualunque  natura è sempre e comunque decisamente più alta della peggiore stima che avevamo ipotizzato.

Conclusioni: E’ impossibile definire a priori una percentuale di a-turisticità, dato che qualsiasi numero sarà sempre troppo piccolo.

 

Seconda Legge della A-turisticità

La probabilità che un certo uomo di potere sia a-turistico é indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona,  la quale spesso ha l’aspetto innocuo, ingenuo o perfino intelligente e ciò fa abbassare la guardia.

Corollari:

  1. A) Se studiamo la percentuale di homo a-turisticus distribuita fra gli addetti turistici della front line, scopriremo che è infinitamente più alta di quello che ci illudevamo di trovare.
  2. B) supporre che questa elevata probabilità sia  in relazione con il basso livello culturale o col fatto che il turismo offra in prevalenza impieghi di tipo stagionale non riuscirà mai a spiegare completamente lo strabiliante fenomeno.

 

Terza Legge della A-turisticità

Un soggetto a-turistico è chi non comprendendo l’importanza del suo ruolo (in qualsiasi punto della filiera turistica ed a qualunque livello di responsabilità egli si trovi) con i suoi scriteriati comportamenti causi un danno all’intero sistema turistico, senza nel contempo avere alcuna certezza di aver realizzato alcun vantaggio di lungo periodo per sé, o per l’organizzazione nella quale opera. O nel peggiore dei casi, addirittura subendone una perdita diretta e immediata o futura in termini di passaparola e feedback negativi ricevuti e diffusi.

Corollari:

  1. A) è massima soddisfazione e sommo esercizio di potenza per l’homo a-turisticus dimostrare come l’insuccesso conclamato e i risultati nulli o deprecabili conseguiti in un qualsiasi incarico con blande o significative responsabilità turistiche non debba affatto essere un ostacolo per assegnare/ricevere futuri e più significativi incarichi.
  2. B) è massimo godimento per l’homo a-turisticus rinforzare il concetto che l’appartenenza ad un gruppo politico di qualsivoglia colore o fede politica – in occasione dell’assegnazione di nuovi e prestigiosi incarichi – deve fare sempre e comunque soprassedere su ogni piccola o grande evidente dimostrazione di a-turisticità.

 

Quarta Legge della A-turisticità

Gli operatori turistici intelligenti sottovalutano sempre e comunque  il potenziale nocivo delle persone ad alto tasso di a-turisticità poste in ruoli di media e grande responsabilità pubblica.

Corollari

  1. A) sottovalutare che gli a-turistici seriali possono fare più danni di quelli fatti da illustri personalità a-turistiche del passato – facendosi guidare dal mantra “peggio di così…” – si dimostra infallibilmente un errore fatale.
  2. B) assegnare a personalità a-turistiche incarichi considerati marginali immaginando di poter limitare i danni si rivela immancabilmente un errore madornale .

 

Quinta Legge della A-turisticità

La persona a-turistica é il tipo di persona più pericolosa che esista per le prospettive dello sviluppo economico.

Corollario:  Esistono quattro tipi di homo a-turisticus, distinti per il grado di pericolosità:

– “A-turistico sprovveduto” e mediamente pericoloso: chi con la sua azione tende a causare danno a sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro;

– “A-turistico paraculo a pericolosità medio-alta: chi con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma crea anche vantaggio a qualcun altro;

– “A-turistico carogna” ad elevata pericolosità: chi con la sua azione tende a creare vantaggio per sé stesso, ma allo stesso tempo danneggia qualcun altro;

– “A-turistico deficiente” ad altissima pericolosità:  chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

 

Per non  sprecare queste riflessioni semi-serie, spudoratamente ispirate agli scritti di Carlo M. Cipolla, Sardegna2050 intende istituire un Premio di A-turisticità, con il quale si intende segnalare i più significativi esempi di a-turisticita presenti nell’isola (sappiamo essercene tanti), i casi più eclatanti, le esperienze che tutto il mondo ci invidia e che, noi, egoisticamente, teniamo ben strette.

L’invito é quindi rivolto a tutti i nostri soci, ai lettori del blog e dei social di Sardegna 2050: siate cacciatori di “campioni di a-turisticità”, di esempi fulgidi da tramandare negli anni, affinché non se perda la memoria.
Non si vince niente, ma forse se ne guadagna in consapevolezza dei nostri problemi, con il fine di contribuire a stimolare riflessioni critiche e costruttive su come ripristinare i livelli fisiologici di  competitività e qualità dei “turismi”.

Scrivete a presidente@sardegna2050.it o twittate con l’hastag #a_turisticità  bene in vista!!!

Aspettiamo le vostre segnalazioni.

 

Buon Turismo a tutti

Gianfranco Fancello & Lucio Moore

 

Per chi avesse perso le ultime puntate di Turismi da Incubo:

#24 Requiem per Mine(i)stre(i) riscaldate(i)

Ah, la vecchia e cara crisi di governo…. si, si, proprio lei, quella che negli anni della prima Repubblica faceva capolino con frequenza pressoché annuale e che oggi avevamo quasi dimenticato.
Allora serviva per far ruotare nei posti di governo i tanti rappresentanti delle numerose correnti della Democrazia Cristiana e quasi nessuno si accorgeva delle differenze, mentre ora si muovono addirittura i governi stranieri preoccupati (parrebbe) dell’interruzione dell’azione di governo

#23 MEETFORUM: PICCOLI DIAMANTI GREZZI CRESCONO (FINALMENTE)?

Olbia. Italia. Mediterraneo. Europa.
A prima vista sembrerebbe che non vi siano punti di contatto fra Davos ed Olbia. L’una in Svizzera, l’altra in Sardegna. La prima a 1.500 metri, la seconda in riva al mare. L’una piena di sciatori, l’altra di velisti. Apparentemente niente in comune.
Eppure dalla settimana scorsa qualcosa è cambiato …(fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 

#22 E-BOOK TURISMI DA INCUBO

E’ con grande piacere che presento una novità fra le iniziative di Sardegna 2050: è appena uscito, fresco di stampa in pdf, “Turismi da Incubo: la raccolta” ovvero l’insieme degli articoli scritti sul nostro blog fra il 2014 e 2016 dall’attuale PresidenteLucio Murru sul tema del turismo: la collezione dei diversi post in un unico volume, oltre che rendere la lettura più agevole, mette a disposizione di chiunque il punto di vista di uno dei massimi esperti di turismo presenti in Sardegna, fornendo un essenziale contributo critico di analisi in un settore vitale ….(fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#21 CRESCITA SENZA SVILUPPO

La chiarezza del prof. Ricolfi è sempre illuminante: “i concetti di sviluppo e crescita non sono perfettamente equivalenti. Lo sviluppo  comporta dei cambiamenti qualitativi essenziali della struttura  economica.” Ecco perché la crescita dei flussi turistici degli ultimi anni, confermata dalle ottime proiezioni  del 2016, è un dato importante  che ha in se le potenzialità per creare le precondizioni per lo  sviluppo, ma non rappresenta “il” processo di sviluppo.
Per parlare di sviluppo, accanto alla crescita assoluta di arrivi e  presenze dovremmo poter intravvedere processi – anche lenti – di  cambiamento negli elementi costitutivi del fenomeno …. .(fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#20 ADDOMESTICAMI, DISSE LA VOLPE

La parola Ryanair è nel marketing giornalistico una grande e inesauribile cash cow, che se non fosse perché la disciplina è maledettamente americanofona, chiameremmo, visto il no
stro legame affettivo con gli ovini (che per fortuna non raggiunge quello del ben noto Gavino celebrato da Piero Marras), pecora da mungere.
Comunque la pensiate, il low cost rappresenta giornalisticamente uno di quei super-hit riempi pista … …. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#19 L’EDUCAZIONE TURISTICA

D’estate c’era il mare,
una cosa azzurra e lontana
che esisteva solo per alcuni mesi, 
poi cessava di avere qualunque realtà.
Diario di una maestrina. Maria Giacobbe 1957

A volte leggere il passato può aiutarci a sognare un futuro diverso. Maria Giacobbe potrebbe riscrivere oggi, dopo sessant’anni, lo stesso folgorante periodo e colpire ancora nel segno ……. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 

#18 COMMODITY SARDINIA

Kotler sta al marketing come Dylan alla  musica: nessuno può negare di averne subito una piccola o grande influenza.
L’arte del marketing – dice da sempre – è quella di costruire un marchio: “If you are not a brand, you are a commodity. Then price is everything and the low-cost producer is the only winner.”
Una riflessione che ci potrebbe aiutare a capire meglio il futuro del turismo in Sardegna …… (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#17 IL TURISTA RILUTTANTE

Nonostante le indigestioni di Autunni nel-cuore-di-non-so-dove, Sagre del-prodotto-più-genuino-del-tuo, fior fiori di Montagne-che-producono, Borghi più-identitari-che-mai, Sapori più-autentici-del-mondo conosciuto, Degustazioni delle-Sardegne-più-vere, Rassegne eno-gastronomicamente-politically-correct, improbabili show di Eccellenze uniche, parate di doc, dop, igt, igp, stg custodi-gelosissime-di-tradizioni-millenarie, Stagioni teatrali e festival musicali winter-edition, …… (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#16 TERAPIE CALIFORNIANE

La nostra Ottana del turismo si chiama Ryanair.
Ma negli anni ’60 i sostenitori della corrente economica che credeva nel cosiddetto “sviluppo squilibrato”, erano in qualche modo giustificati. L’idea che un massiccio intervento pubblico per innestare nuovi dinamismi industriali “esterni” in un territorio debole e incerto sul da farsi, poteva anche starci. I grandi poli di sviluppo, gli imprenditori del continente, la petrolchimica, …. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#15 CORTAS E CHIUSAS

Se state “passando in Sardegna leggeri”, in veste di spavaldi turisti fuori stagione, emuli di Atzeni, D.H. Laurence o di Valery e avrete la tentazione di cantare senza indugio la strofa “no one speaks English, and everything’s broken” del Tom Traubert Blues di Tom Waits, cercate di aver pazienza.
Siamo un popolo generalmente virtuoso….  (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 #14 MARE E SARDEGNA

Non è necessario essere Nicholas Negroponte, il più straordinario visionario tra quelli che fanno previsioni sul futuro ( ma lui ci azzecca), per capire che il turismo come lo intendiamo oggi, verrà spazzato via dai tempi.
Sarà necessario inventare una rivoluzionaria “estetica del turismo“, una grande bellezza… (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 #13 STAGIONATISSIMI

Quando i metodi cabalistici e astrologici non ci aiutano, le previsioni turistiche e le interpretazioni dei segnali deboli rischiano di restare un arcano imperscrutabile.
Infatti, facendo salvi gli approcci mistici ed esoterici che potrebbero mettere in correlazione numeri e comportamenti turistici ….. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#12 STAGIONALITA’ (2)

Un amico fraterno mi tirafacebookamentele orecchie. Non gli è piaciuto l’ultimo post sui temi della stagionalità (link) . “Ne hai dato una dimensione prosaica che fa sorridere, ma non affronta in modo analitico i nodi critici “, scrive.
Fosse facile, gli ho risposto ……. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#11 – UNA STAGIONALITÀ DA FAVOLA

Tra le figure mitologiche delle credenze popolari della Sardegna, accanto alle Janas, Maria Pettena, e all’Accabadora – in assenza di Ippogrifi, Chimere, Cerberi e Leviatani –   trova il suo posto d’onore la figura leggendaria, altrettanto inquietante, dellaStagionalità.
Questo mostro (pare prevalentemente marino) di multiforme ingegno ….. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#10 – FRANZA O SPAGNA

Un amico mi ha chiamato per criticare l’eccessiva celebrazione dei modelli turistici Spagnoli. Non tutto è oro quello che luccica nella penisola iberica, dice, e comunque è la Francia il paese leader mondiale  del turismo ……. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#09 – BASSE INSINUAZIONI

Supposto che questa sia la volta buona.
Supposto che, come un solo uomo, maggioranza ed opposizione in pochi mesi comincino a scrivere un Piano di Sviluppo Turistico.
Supposto anche che il Piano non sia proprio rispondente ai desiderata di tutti ……. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 

#08 – TURISTA PER CASO

Rassegna stampa dall’Expò: “il porceddu sardo è diventato un caso nazionale”, “riscossa del porceddu”, “Il porceddu infine ce l’ha fatta”, “vinta la sfida con il coccodrillo “.
Le storie a lieto fine, sono quelle più emozionanti, ma già sentire chiamare il maialetto porceddu, ai sardi fa correre un brivido su per la schiena …… (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#07 – GRAMATICA TURISTICA ESPAÑOLA

Come dimenticare il mitico professor Keating dell’Attimo Fuggente, quando salì in piedi sulla cattedra per ricordarci che dobbiamo provare ad osservare le cose da angolazioni diverse?
“È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva” diceva.
Pillole di saggezza inascoltate, specie sul versante turismo …… (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

TURISMI DA INCUBO  #06 – ARRIBA ESPAÑA

Facendo il confronto tra il sistema turistico Italiano e quello Spagnolo, viene in mente la storica partita Olanda – Uruguay dei Mondiali di calcio del ’74.
In campo c’era solo una squadra.  L’Olanda di Cruyff e Neeskens, che venne subito battezzata ‘arancia meccanica’ ….. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 

Turismi da Incubo #5 Triste, solitario y ..

Scrivono La Nuova e Sardiniapost  “Non bastano la barca, le vele o il vento. Per girare il mondo tra le onde e far conoscere il nome della Sardegna in tutto il mondo ci vogliono anche i soldi”.
Bonjour monsieur La Palisse, direte voi. Voi che magari cosa sia la Vendée Globe ….. (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 

TURISMI DA INCUBO #4 Marinai di foresta

Mentre leggevo della sempre disastrosa bilancia commerciale Sarda, che ci qualifica importatori netti di quasi tutto, tranne che di petrolio, mi sono capitati in mano due ritagli di giornale.
Il primo del 2012 mi aveva colpito perché  trionfaleggiava come solo solo alcuni giornalisti di peso sanno fare …..   (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 

 # 3 L’Ordinanza Balneare

Un sistema vivo e vitale dovrebbe essere attento all’evoluzione della domanda turistica.  Un sistema reattivo ad esempio, sapendo che i numeri della domanda turistica di giugno e settembre 2014 apparivano in crescita (giugno 2014, sul 2013, conteggiando il traffico di traffico di porti e aeroporti, evidenzia una crescita di circa 40.000 unità …….  (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

 

# 02 Le spiagge

Vedendo lo stato disastrato delle nostre spiagge in primavera, viene da sospettare che nelle menti di molti amministratori locali, l’avvenieristica idea di “industria turistica” non guardi mai la Sardegna con gli occhi curiosi ed esigenti del visitatore.
Non sarebbe né logico nė furbo …… (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

#1 Il Convitato di Pietra

Aprile e maggio sono i mesi dedicati ai convegni sul turismo. Fa figo discettarne più o meno allegramente con l’apporto distratto e sornione di esperti, operatori e possibilmente dei politici locali, ideali per officiare messa. E’ tutto un fremere di “
allarmi” e “denunce”; aperitivi obbligatori dell’immancabile “fare sistema”, …..  (fai click sul titolo per andare all’articolo completo)

image_pdfimage_print