Biz World, atto finale

Si è concluso il 10 dicembre scorso il progetto BizWorld Italia, ospitato dall’istituto Gramsci-Rodari di Sestu, realizzato con la collaborazione di Sardegna 2050 e che ha portato per la prima volta nella scuola sarda la cultura d’impresa, attraverso un percorso didattico rivolto ai ragazzi dell’ultimo anno delle scuole secondarie di primo grado.

Proprio grazie alla preside, la nostra Alessandra Patti, il Gramsci è una delle prime scuole italiane (la prima in Sardegna) ad aver aderito. S2050, attraverso l’impegno volontario dei suoi soci, in particolare di Simone Ferrari, ha organizzato e seguito tutto il percorso fino all’epilogo finale in cui i ragazzi hanno messo in vendita, in un vero e proprio mercatino,  i cosiddetti “braccialetti dell’amicizia”, l’oggetto dell’iniziativa.

C’era l’imbarazzo della scelta: ogni mini-azienda presentava agli alunni-consumatori, dotati di una moneta da spendere, il proprio stand con fantasia e creatività (c’è anche chi ha organizzato addirittura l’aperitivo per attirare i clienti!)

Gli studenti vevano precedentemente gestito le diverse fasi della vita aziendale: definire i ruoli all’interno di ciascun gruppo/azienda, fondare la società, scegliere una strategia di marketing, raccogliere i capitali e trattare con gli investitori e i fornitori.

Ospite speciale Adriano Marconetto, detentore del marchio Bizworld per l’Italia che ha affermato come si vogliano creare cittadini consapevoli, prima ancora che imprenditori. Bizworld è molto seguito soprattutto nelle scuole “periferiche”, lontano dai grandi centri industriali del paese. Il progetto, spiega, vuol far capire ai ragazzi, attraverso il loro diretto coinvolgimento, come si formano i prezzi, il lavoro, la competizione onesta e secondo le regole., oltre a mettere in gioco le idee e l’entusiasmo. Si apprende anche il valore del denaro, necessario per il sistema. Tante informaizoni che poi saranno utili in futuro. “Chissà che qualcuno non diventi davvero imprenditore poi…” ha concluso.

All’iniziativa ha partecipato anche il direttore scolastico regionale reggente Francesco Feliziani, che ha lodato progetti come questi capaci in tempi di crisi di offrire anche un lato positivo per il mondo della scuola, alla prese con un taglio netto delle risorse e con la grave situazione delle strutture inagibili.

L’obiettivo di Sardegna 2050 è quello di allargare il progetto in quante più scuole possibile. L’impresa è il cuore di un tessuto produttivo e sociale sano e l’educazione dei ragazzi è il punto ideale da cui partire.