M come MA #SmileSchool

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Ma

Particella del discorso tanto piccola quanto pregna di significati.

Una sillaba carica di importanza.

Congiunge con valore avversativo e/o limitativo due termini o locuzioni.

Talvolta in modo accrescitivo.

“Non sei stato bravo, ma bravissimo!”

Più spesso in rapporto di opposizione- contrasto.

“E’ intelligente, ma non si applica…”

“Non solo è chiacchierone, ma anche distratto!”

Associato all’affermazione si, genera una corrente di pensiero che frena il mondo delle possibilità.

“E’ un sentiero facile?” “Si, ma in salita”

Ergo non sono in grado di percorrerlo, non vale la pena faticare, non ho voglia.

Quanta avversione ho sviluppato nel tempo verso questa particella!

Verso una sillaba ostativa, che giustifica impedimenti più o meno reali.

Che evidenzia difficoltà, barriere, intralci.

Quanta avversione verso le risposte parzialmente positive, che sento sulla pelle come un’incoerenza, che vivo con sofferenza, che fatico a digerire.

Quanta avversione verso i “Si, ma….” che annunciano il fallimento prima di aver tentato anche solo di costruire uno scenario per il raggiungimento dell’obiettivo.

Quanta avversione verso i seguaci del simaismo imperante, sconfitti prima di aver giocato la partita.

Perchè i simaisti danno vinti non solo se stessi, ma l’intero pacchetto in campo: la squadra, il fine, i mezzi.

Proporre un cambiamento ad un simaista, seppur piccolissimo,  preclude persino la possibilità di pre-vederlo.

Il cambiamento è semplicemente impossibile, limitato da quel ma che chiude gli orizzonti, ostruisce la creatività, blocca le strade alle novità.

Il simaista è un Calimero catastrofista, che non può opporsi al suo destino ingrato.

Il simaista è un Calimero destinato a non modificare lo status quo.

E’ un Calimero costretto ad accettarlo, suo malgrado.

 

Scuola.

Piccoli, vergini e coraggiosi studenti, pronti ad affrontare il presente con vitalità, entusiasmo ed energia.

Ignari del fatto che le loro esuberanti divergenze cre-attive saranno presto convogliate verso uno sfondo uniforme.

Che alla loro energia si opporrà uguale e più forte resistenza.

Che il loro entusiasmo sarà destinato a soccombere a favore di un più modesto e disciplinato ordine.

Che i loro SI!!! saranno corretti e rivisti con un più adeguato si, ma …

Talvolta l’istruzione è portatrice (non sana) di simaismo.

Aiuta a dubitare anche di se stessi.

Sistematizza i contrasti e li categorizza in un insieme che non ammette eccessi.

Educa alla moderazione.

Istruisce alla sobrietà.

Disincentiva alternative e possibilità.

Talvolta l’istruzione è l’ossimoro di se stessa.

Come coniugare esigenze di stabilità, fermezza ed equilibrio di un sistema complesso come quello scolastico, senza cadere nell’immobilismo?

Vogliamo che i nostri ragazzi non perdano una visione fresca della realtà.

Che non perdano passione avvicinandosi alla conoscenza.

Che non apprendano modelli di condotta perdenti a prescindere.

Che non siano disfattisti di fronte al nuovo.

Vogliamo che trasformino la loro vivacità in amore per il sapere.

Che trasferiscano il loro dinamismo in una visione aperta del futuro.

Che provino, esperiscano.

Che sbaglino e imparino a ipotizzare alternative.

Che abbiano disponibilità verso le alternative.

Che non perdano le speranze nelle alternative.

Che traducano in vita le alternative.

Tutti.

#nonunodimeno

 

Alessandra Patti