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MeetForum 2017: prosegue con successo la partnership fra Portale Sardegna e Sardegna 2050

Dopo la prima edizione del 2016, nella quale la nostra associazione aveva garantito un supporto esterno per il disegno dell’evento, Massimiliano Cossu C.E.O di Portale Sardegna, ha chiesto a Sardegna 2050 di di curare per tre anni la parte scientifica e di contenuti del Meet Forum, attraverso una partnership più strutturata e coesa: pertanto da quest’anno siamo diventati“Partner Ufficiale del Meet Forum” sia, appunto, per l’edizione 2017 appena conclusa, sia per quelle future degli anni 2018 e 2019, svolgendo il ruolo di responsabile della programmazione strategica dei contenuti e del coordinamento scientifico delle diverse attività.

E’ stato costituito così un Comitato Scientifico, composto da 6 membri effettivi e presieduto dal nostro past President Gianfranco Fancello, nel quale sono presenti anche altri due esponenti di Sardegna2050, ovvero il nostro Presidente Lucio Murru ed uno dei soci storici e fondatori dell’associazione, Emanuele Cabras.

Il Comitato Scientifico è poi completato da tre personalità esterne di rilievo nel settore del turismo, ovvero:

  • David Jarach, presidente di Diciottofebbraio (società di consulenza di direzione specializzata sui settori aviation, aerospace, defense e travel), docente di marketing presso l’Università Bocconi e la Business School della stesso Università e Visiting Professor di airline management presso il primo Professional Aviation MBA al mondo.
  • Marie AntonietteMaupertouis, professore di scienze economiche all’Università di Corsica “Pasquale Paoli”, membro del Comité National de la Recherche Scientifique (CoCNRS) ed attualmente Assessore Regionale al Turismo dellaRegione Corsa.
  • Antonio Usai, ricercatore di Economia e gestione delle imprese, docente di marketing strategico per il turismo e marketing digitale e revenue management presso il Dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’Università degli Studi di Sassari ed amministratore unico dello Spin-off dell’Università di Sassari Tourism Plus.

Attraverso un taglio operativo e multidisciplinare, il Comitato Scientifico si è dato l’obiettivo di analizzare ed approfondire alcuni dei principali temi sistemici riguardanti il tema del turismo da portare in discussione al MeetForum, ovvero l’ampliamento della stagione, le criticità del comparto, i mercati poco esplorati, i nuovi modelli finanziari a supporto degli investimenti sul comparto, mettendo insieme, su tavoli tematici di lavoro, pubbliche amministrazioni, operatori, compagnie di trasporto, stakeholders territoriali, docenti universitari, giornalisti ed associazioni.

Costruire “turismi” e cultura turistica su orizzonti non strettamente regionali ma Mediterranei ed Europei è la grande sfida che il progetto Meet Forum si è posto fin dalla prima edizione del 2016, con la forte convinzione che lo sviluppo di una moderna industria turistica debba transitare attraverso la costruzione di una cultura manageriale che sviluppi il potenziale del comparto che oggi appare ampiamente inespresso e poco sviluppato.

Un’industria peraltro abbastanza particolare: molto frammentata, con una forte prevalenza di piccole e micro imprese, con un evidente ritardo nell’applicazione delle moderne tecniche manageriali (pricing controllo di gestione, revenuemanaging, benchmarking, CRM, solo per citarne alcune), con un livello di istruzione prima e di formazione poi decisamente inferiore a molti altri comparti, e che spesso evidenzia la mancanza di intere funzioni organizzative (qualità, R&D, Human Resource Development, ad esempio). Al comparto manca inoltre quella capacità di essere sinergico, sistemico ed integrato con altri comparti (i trasporti, l’agroalimentare, l’artigianato, l’ambiente, solo per citare i principali), relegando il concetto di “fare sistema” a semplice slogan piuttosto che ad azione concreta.

Si tratta quindi di un’industria ancora in buona parte da costruire che però ha ben chiari i vincoli allo sviluppo economico e sociale imposti dalla stagionalità e che comunque intende reagire fattivamente: vuole misurarsi, confrontarsi, mettersi in discussione, cercando soluzioni e opportunità, costruendo nuovi prodotti ed aprendosi a nuovi mercati con pacchetti e formule innovative ed immaginando stagionalità complementari.

La parola chiave che abbiamo chiesto di sottoscrivere ai partecipanti del Meet Forum è stata quella della “condivisione“. Tutti i protagonisti chiamati ad intervenire hanno innanzitutto fatto rete fra loro, scambiando esperienze, punti di vista, trovando punti di contatto per nuove opportunità e business, ovvero dando concretezza allo slogan “fare sistema” sopra citato. Inoltre ciascuno ha offertoil proprio contributo in forma scritta, audio o video, al fine di favorire la diffusione dei contenuti, lo scambio delle idee ed una sana contaminazione di punti di vista e pareri sinergici fra loro.

Quindi non un convegno mordi-e-fuggi ma un laboratorio che ha l’ambizione, dopo soli due anni di vita, di lasciare un segno e di contribuire alla costruzione di modelli turistici moderni ed innovativi che mettano insieme tutte le potenzialità che i territori sono in grado di offrire, orientandoli verso specifici target, qualificandoli su standard elevati ed integrandoli con le altre iniziative, allo scopo di rendere il turismo il reale motore trainante delle economie locali.

Il Meet Forum 2017 è stato aperto nella straordinaria cornice del Club Hotel Marina Beach di Orosei la mattina del 26 ottobre con il benvenuto di Massimiliano Cossu che ha anche avuto il piacere di annunciare, in anteprima, l’imminente quotazione di Portale Sardegna alla Borsa di Milano dedicata alle piccole e medie imprese.

Lucio Murru ha successivamente avuto modo di raccontare il ruolo di Sardegna2050 nel progetto MeetForum delineando gli obiettivi, le linee guida strategiche ed il respiro pluriennale dell’intera manifestazione. La parola è quindi passata a Gianfranco Fancello che, presentando i trends del 2017 e alcune delle principali criticità del settore, ha consentito di entrare subito nel vivo dei problemi nella tavola rotonda moderata dal giornalista dell’Unione Sarda Giuseppe Deiana. L’assenza del vice Ministro Nencini, dovuta ad impegni parlamentari non rinviabili, non ha impedito un dibattito di alto profilo, frizzante e coinvolgente al quale, oltre ai coordinatori dei tavoli tematici Jarach, Vavassori, Ejarque, Wagner e Giannotta, ha partecipato anche il neo Assessore Regionale ai Trasporti Carlo Careddu.

A partire dal pomeriggio, i lavori sono continuati nei 5 tavoli tematici associati ad altrettanti gruppi di lavoro, ai quali hanno preso parte oltre 60 esperti nazionali ed internazionali chiamati a tracciare le linee e gli scenari di sviluppo sui seguenti temi:

  1. Tavolo Distribuire – Costruire un nuovo prodotto turistico, guardando soprattutto ai nuovi mercati ancora poco battuti, come, ad esempio, quello tedesco;
  2. Tavolo Valorizzare – Destagionalizzare e mettere in rete i territori, partendo dalla rivalutazione dei borghi e delle tante opportunità nascoste;
  3. Tavolo Confrontare – Osservare le Best Practices presenti nel Mediterraneo, non per copiare passivamente ma per capire su quali azioni puntare ed investire;
  4. Tavolo Finanziare – Costruire i nuovi modelli finanziari da applicare al comparto turistico per renderlo più moderno ed appetibile;
  5. Tavolo Collegare – Fare dell’accessibilità una delle leve di sviluppo e competitività dell’intero sistema turistico.

La seconda giornata del Forum (27 ottobre) è stata interamente dedicata alla formazione e all’aggiornamento professionale. Ben 25 seminari tematici si sono sviluppati in 5 aule consentendo ai partecipanti di approfondire temi attualissimi con chiavi di lettura spesso fuori dal coro, con l’aiuto di esperti quali, solo per citarne alcuni, Joseph Ejarque, Massimiliano Vavassori, Nicola Pirina, Philipp Wagner, Gianluigi Tiddia, Gianfranco Fancello, Emanuele Cabras, Lucio Murru, Paolo Mossone, Roberto Devoto, Carlo Marcetti, Roberto Bormioli, Luigi Giannotta e Daniele Bartoccioni  (questi ultimi sugli aspetti finanziari del business turistico).

Oltre 200 operatori hanno partecipato alla giornata, seguendo i diversi seminari che l’attenta regia di Amedeo Bianchi, Marco Demurtas, Sandro Salerno e tutto lo staff organizzativo di Portale Sardegna ha collocato in sale fra loro adiacenti, favorendo così la loro fruizione.

Nella giornata conclusiva del 28 ottobre, Emanuele Cabras ha inizialmente coordinato l’esposizione delle attività dei diversi tavoli, i cui lavori, presentati da ogni singolo coordinatore, sono stati sintetizzati in 10 punti, definiti come “ 10 easy steps”che rappresentano un punto di arrivo in termini di analisi, ma anche e soprattutto un punto di partenza propositivo per le azioni degli operatori e delle Istituzioni.

Allo scopo di consentire la più ampia possibilità di dialogo e di confronto, la successiva Final Conference è stata strutturata in due tavole rotonde, una dal taglio più tecnico-operativo, l’altra con un maggiore profilo politico-istituzionale.

Alla prima, coordinata da Lucio Murru, Robert Piattelli della BTO e la giornalista del Sole24ore Morena Pivetti, si sono confrontati con Giorgio Mazzella dell’omonimo gruppo alberghiero e Massimo Mura di Tirrenia.

Nella seconda, moderata da Gianfranco Fancello, accanto al padrone di casa Piero Loi della ITI Hotels, si sono accomodati Giuseppe Cuccurese del Banco di Sardegna, Paolo Sestu di SFIRS, Ottavia Ricci del MIBACT, Massimiliano Cossu di Portale Sardegna e Francesco Mura,  sindaco di Nughedu Santa Vittoria (Or).
Quest’ultimo si è aggiudicato la prima edizione del Premio MeetForum Award 2017, il riconoscimento istituito per premiare le Buone Pratiche sul Turismo,con la motivazione “per essere riuscito partendo da una piccolissima realtà Comunale a dimostrare con la realizzazione del progetto “Nughedu Welcome” che ciò che conta non sono le risorse disponibili ma le idee e la determinazione nel portarle a compimento”.

Il bilancio finale è di grande soddisfazione per il connubio Sardegna2050 e Portale Sardegna. Oltre 300 partecipanti, una grande eco sui social, la soddisfazione di NON avere né ricevuto né sprecato soldi pubblici e infine gli apprezzamenti degli operatori che hanno riconosciuto la formula del dialogo, del confronto e della formazione come la strada giusta per crescere.

Appuntamento quindi per tutti al Meet Forum 2018, che dopo Olbia e Orosei, l’anno prossimo si sposterà al sud Sardegna.

p.s. : A tutti coloro che stanno sollecitando l’annunciata pubblicazione dei contenuti del MF, chiediamo ancora qualche giorno di pazienza. A breve le risultanze dei lavori dei tavoli, i contributi e le interviste dei protagonisti saranno disponibili in formato pdf affinché le idee possano correre libere.

 

 

A cura dell’Ufficio Stampa di Sardegna2050

Idea, Sardegna 2050 on air su Radio X

Sardegna2050 on air. E’ partita sull’emittente regionale Radio X da qualche settimana Idea, format radiofonico che nasce per stimolare coloro che hanno una propria idea di business a prendere l’iniziativa e farsi avanti per realizzarla, ma che si rivolge anche a chi non arrendendosi alla crisi ha voglia di rimettersi in gioco con un’intuizione innovativa.

Insieme alla nostra associazione ci sono Fondazione Lions per il Lavoro, Sardex, Acanta Mag, Soliles e Open Campus 

Per dieci settimane, ogni giovedì a partire dalle 18.30 con approfondimenti, interviste, analisi di progetti già realizzati o in corso di realizzazione, si vogliono ispirare gli imprenditori di domani e coinvolgerli nella realizzazione nell’elaborazione di un progetto d’impresa.

Il progetto è aperto a tutti, singoli o gruppi, senza limiti di età, a patto che l’idea di impresa soddisfi alcune caratteristiche legali, sociali ed etiche, sintetizzate nel rispetto della società, della persona e dell’ambiente. Coloro che, attraverso la trasmissione, presenteranno progetti alla Fondazione, potranno godere di una valutazione relativa alla fattibilità dell’iniziativa e se ritenuta, “realizzabile”, usufruire dell’accompagnamento tecnico necessario, definendo un piano di sviluppo e soluzioni atte a finanziarie la stessa. Tutti i progetti ritenuti validi, parteciperanno alla seconda edizione del concorso New Work promosso dalla Fondazione Lions per il lavoro, con cui si individueranno e premieranno le idee di business ritenute più valide a livello nazionale.

info e contatti: idea@retelions.it

Pagina della trasmissione su Radio X

Venerdì 24 febbraio la finale del Contamination Lab

Venerdì 24 febbraio 2017 a partire dalle ore 15 presso la sala M1 del Teatro Massimo di Cagliari, grazie alla collaborazione con Sardegna Teatro, si terrà la finale del Contamination Lab Unica, oramai un appuntamento importante per confrontare idee imprenditoriali innovative di studenti e neolaureati e le fa incontrare con investitori, imprenditori, esperti, ed operatori finanziari.

C’è anche Sardegna 2050 tra le collaborazioni del CLabUniCa, percorso di eccellenza dell’Università degli Studi di Cagliari, una delle tante recenti novità del percorso associativo.


Programma della serata:
15.00 – Registrazione partecipanti

15.30 – Saluti Istituzionali
Maria Del Zompo – Magnifico Rettore Università di Cagliari
Raffaele Paci – Assessore della Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
Massimo Zedda – Sindaco Città di Cagliari

16.00 Maria Chiara Di Guardo – Direttore Centro Ateneo per l’innovazione e l’imprenditorialità & Responsabile Scientifico del Contamination Lab UniCa

16.15 Sardegna Teatro: Esibizione artistica

16.30 Menny Barzilay – Cybersecurity strategist & avangelist of innovation

16.45 Moses Concas: Esibizione artistica

17.00 Mario Mariani (The Net Value) & Augusto Coppola (LVenture) – Coach CLab UniCa

17.15 Presentazione dei Pitch #04Edizione

18.15 Moses Concas: Esibizione artistica

18.30 I nuovi confini della contaminazione: dalla Sardegna all’Europa tra arte e imprese
Paolo Petrocelli – Co-fondatore & Presidente Comitato Giovani UNESCO
Linda Di Pietro – Presidente RENA

19.00 Premiazione

19.30 Conclusione

Moderatore della serata: Alessandro Fusacchia

Evento e altre informazioni su fb

https://www.facebook.com/events/126641597851951/

Sardegna 2050 sigla l’intesa con il Contamination Lab di Cagliari

Sardegna2050 sigla un’altra importante collaborazione con Contamination Lab Cagliari. Un’intesa già partita sul campo che potrà produrre interessanti risultati per il territorio, in particolare per le scuole superiori e l’università.
Già le due realtà erano entrate in contatto l’anno scorso, sia in occasione del lancio di RaIn 2016 presso Confindustria giovani che per la fiera finale di Impresa in azione 2016: “Per impegni vari non eravamo mai andati oltre l’intenzione di vederci – spiega il vicepresidente di S2050 Simone Ferrari – adesso stiamo formalizzando l’accordo e ci ha fatto piacere essere stati contattati. Il legame con la parte smart di UniCa è perfetto per gli scopi associativi di s2050″.
CLab aiuta Sardegna2050 con i dream coach per Impresa in Azione alle superiori, per dare ai ragazzi esempi di vita reale del territorio e aiutarli nelle scelte strategiche su prodotto/servizio e comunicazione. Questo può essere un modo per far conoscere ai ragazzi delle superiori un’Università cagliaritana più attraente e smart di quella che si immaginano.
S2050 illustrerà alle mini-imprese del cagliaritano le attività del Clab e di UniCa in generale, così come alle scuole della rete di progetti di S2050 per le superiori (ASOC – A Scuola di Open Coesione, educazione civica attiva, monitoraggio fondi pubblici e open data jounalism; RAIn – Raccontami l’Innovazione, videocontest sull’innovazione attraverso video di tre minuti).
C’è in programma di invitare le scuole agli eventi negli spazi del CLab, oltre che all’evento finale, e di mettere a disposizione da parte di S2050 la sua rete e la sua progettualità per Clab e da parte di Clab i suoi spazi per l’associazione.
“E’ un riconoscimento importante per S2050 – spiega il presidente Simone Ferrari – oltre ad aprire potenzialmente nuove progettualità che vogliamo percorrere insieme”.

Impresa in azione ricerca dream coach

Sono state finalmente chiuse le iscrizioni al programma “Impresa in azione” con circa 36 classi superando abbondantemente il target (21 classi) richiesto da Junior Achievement.
Ora l’obiettivo per Sardegna 2050 è  affiancare un esperto d’azienda che segua i ragazzi durante la creazione della mini impresa: da coprire 7 classi del liceo Pacinotti a Cagliari e 7 delle 9 classi dell’ITI di Tortolì.

Chi sono i dream coach?

Professionisti volontari a donare alcune ore del proprio tempo e la propria esperienza per affiancare una classe nello sviluppo delle attività d’impresa. Oltre a portare i contenuti specifici della propria professionalità, agevolano il raggiungimento degli obiettivi “di business” della mini-impresa ma anche di quelli legati alla crescita e all’apprendimento degli studenti.
Ogni esperto d’azienda viene accompagnato in un percorso di formazione in modalità eLearning per offrire spunti e strumenti utili al suo ruolo.
L’esperto d’azienda viene associato a una o più classi e incontra gli studenti nel corso di appuntamenti a scuola, nella sua azienda o a distanza (telefono, Skype, etc.) per un minimo di 5 incontri, che potrà concordare con il docente referente della classe e che saranno suddivisi tra gennaio e aprile.
L’esperto d’azienda che partecipa alle proposte formative di Junior Achievement Italia e che segue efficacemente un team di studenti ottiene una certificazione spendibile sul proprio curriculum professionale.

Per iscriversi al programma e diventare Dream coach si può cliccare al seguente link

Il programma

Le classi partecipanti costituiscono delle mini-imprese a scopo formativo e ne curano la gestione, dal concept di un’idea al suo lancio sul mercato.
Questo processo, ricco di contenuti e strumenti consolidati, offre un’esperienza professionalizzante a stretto contatto con le aziende e il mondo esterno La metodologia di apprendimento, che segue logiche esperienziali di learning-by-doing, è in grado di appassionare e coinvolgere attivamente tutti i partecipanti.
Nell’ultimo anno, hanno aderito circa 700 classi in tutta Italia e, grazie a questa esperienza, sono state sviluppate circa 650 nuove idee imprenditoriali, alcune delle quali sono già state brevettate o registrate come imprese reali.

Target
“Impresa in azione” è rivolto a tutti gli studenti tra i 16 e i 20 anni degli ultimi 3 anni della scuola superiore. Per le sue peculiarità, può essere personalizzato nella durata e nei contenuti e adottato da tutte le tipologie di Istituti Superiori: dai Licei, ai Tecnici e Professionali.
Le scuole possono aderire con una o più classi e possono dar vita a uno o più team imprenditoriali (ogni team è composto da non meno di 5 studenti e non più di 30). Ogni classe è coordinata da un docente interno all’Istituto.

Per ulteriori informazioni, è possibile consultare la Pagina del programma e la piattaforma di Impresa in Azione.

Di seguito alcuni  link utili:

–        la pagina dedicata sul sito http://www.jaitalia.org/proposte-didattiche/impresa-in-azione/ che include

–        il video in motion graphics che racconta il programma in 1 minuto https://www.youtube.com/watch?v=Szc9K5Xsu-g

Ecco i siti di alcune delle mini-imprese sarde nate l’anno scorso:
De Magliettibus: http://www.demagliettibus.it/,
C the C:   http://www.cthecja.it/,
Un amico in città: http://unamicoincittaja.weebly.com/

Martedì 17 gennaio parte RAIn – Raccontami l’Avvenire e l’Innovazione

Un altro progetto che vede protagonista la nostra associazione Sardegna 2050, questa volta insieme alla Saras, è RAIn, Raccontami l’avvenire e l’innovazione, e verrà presentato martedì 17 gennaio dalle 10 all’istituto Levi di Quartu.

RAIn è un concorso a premi per la produzione del miglior filmato della durata massima di tre minuti sul tema dell’avvenire e dell’innovazione nel futuro dal punto di vista dei ragazzi degli Istituti Scolastici superiori secondari. I filmati dovranno descrivere e raccontare le tecnologie o le soluzioni tecnologiche che cambieranno la nostra vita in questi ambiti: comunicazione, mobilità, sostenibilità, energia, salute, identità, turismo, lavoro, scuola, sport.

Il termine per presentare la propria iscrizione e per inviare i video è il 22 aprile 2017.

Al concorso, la cui partecipazione è libera e gratuita potranno partecipare esclusivamente gli studenti iscritti al terzo, quarto e quinto anno degli Istituti Secondari Superiori statali della Sardegna che avranno aderito all’Iniziativa.

I filmati saranno valutati da una giuria composta da tre esperti del mondo dell’innovazione appartenenti all’associazione Sardegna 2050 e da un rappresentante della Saras.

I primi tre classificati vinceranno rispettivamente un visita guidata al Fab Lab di Barcellona per gli studenti autori del filmato più il docente tutor, più un voucher per viaggio e soggiorno, della durata di un weekend da utilizzare tra il primo giugno e il 31 agosto 2017. Per i secondi ci sarà voucher di circa duemila euro da utilizzare tra il primo giugno e il 31 agosto 2017. Il terzo premio sarà una action camera per ogni studente del gruppo (valore indicativo complessivo pari a circa mille euro).

La premiazione e la proiezione dei video vincitori è prevista per maggio nel corso dell’evento RAIn la cui data di svolgimento sarà comunicata a ciascun Istituto Scolastico aderente e pubblicata sul sito www.sarlux.saras.it e dell’Associazione Sardegna 2050.

RaIn _ Innovazione Bando_ 2017

Fare impresa a scuola, Sardegna 2050 al Liceo Pacinotti di Cagliari

Sardegna2050 continua il suo lavoro di informazione e cultura d’impresa nelle scuole: dal 10 al 12 gennaio gli studenti del Liceo Scientifico Antonio Pacinotti di Cagliari hanno organizzato una “settimana a tema” con la sospensione delle ordinarie attività scolastiche per lasciare spazio ad attività e lezioni alternative.

Giovedì 12 dalle 9:30 alle 13:20, con la collaborazione del Contamination Lab Cagliari e Impresa in Azione JA, due “lezioni alternative” per avvicinare gli studenti al mondo dell’impresa, con la partecipazione dei Simone Ferrari e Simone Salis di Sardegna2050.

Il programma

9.30 – 11.10: incontro pubblico Aula Magna “Fare impresa tra i banchi di scuola”
– Simone Ferrari dell’associazione Sardegna2050  presenta Impresa in Azione
– Marco Casto tutor del programma universitario Contamination Lab Cagliari
11.40 – 13.20: workshop “Business Model Canvas: primi passi per fare impresa”
con Stefano Casu e Simone Salis di Open Campus

Impresa in azione, Sardegna2050 torna a scuola

Con il nuovo anno scolastico riparte anche il programma di educazione all’imprenditorialità “Impresa in Azione”. Sardegna2050, insieme a Open Campus Tiscali e Scuolimpresa Sardegna, anche quest’anno coordinerà l’iniziativa, promossa da Junior Achievement, associazione non profit legalmente riconosciuta che si occupa di education innovativa.

Lo scorso anno in Sardegna hanno aderito circa 20 classi e si sono costituite 13 mini-imprese. Anche quest’anno, ogni istituto iscritto potrà avvalersi della consulenza dei referenti di Sardegna2050 che, accanto allo staff , guideranno docenti e alunni durante tutto il percorso didattico.

COME FUNZIONA – Le classi partecipanti costituiscono delle mini-imprese a scopo formativo e ne curano la gestione, dal concept di un’idea al suo lancio sul mercato. E’ un’esperienza professionalizzante a stretto contatto con le aziende e il mondo esterno, agevola lo sviluppo di competenze tecniche e trasversali attraverso la metodologia di apprendimento learning-by-doing,.

TARGET – E’ rivolto a tutti gli studenti tra i 16 e i 20 anni degli ultimi tre anni della scuola superiore, adattabile per durata e contenuti a tutte le tipologie di Istituti Superiori. Le scuole possono aderire con una o più classi e possono dar vita a uno o più team imprenditoriali (ogni team è composto da non meno di 5 studenti e non più di 30). Ogni classe è coordinata da un docente interno.

Dallo scorso anno,  Impresa in azione è  inserito tra le esperienze di Alternanza Scuola-Lavoro riconosciute dal MIUR.
Le 80-120 ore in media di programma possono essere distribuite su uno o più anni scolastici e prevedono, per almeno il cinquanta per della sua durata, attività a diretto contatto con professionisti, aziende, istituzioni e altre realtà economiche a livello territoriale, nazionale o internazionale.
Per l’inserimento in Alternanza Scuola-Lavoro la scuola stipula una convenzione, approvata dal Ministero, con Junior Achievement Italia che fornisce i registri per gli studenti e le schede di valutazione.

ISCRIZIONE- E’ necessario linkare su questa pagina http://www.jaitalia.org/proposte-didattiche/impresa-in-azione/ e poi in altro a destra “iscriviti”.

Lunedì 22 novembre a Cagliari presso la sede di Tiscali (Sa Illetta) è in programma una giornata di formazione dedicata ai docenti, riconosciuta e accreditata presso il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Alcuni  link utili:

Siti di alcune delle mini-imprese sarde nate l’anno scorso:
De Magliettibus: http://www.demagliettibus.it/,
C the C:   http://www.cthecja.it/,
Un amico in città: http://unamicoincittaja.weebly.com/

Turismi da Incubo #23

Meetforum: Piccoli diamanti grezzi crescono (finalmente)?

Olbia. Italia. Mediterraneo. Europa.meetforum

A prima vista sembrerebbe che non vi siano punti di contatto fra Davos ed Olbia. L’una in Svizzera, l’altra in Sardegna. La prima a 1.500 metri, la seconda in riva al mare. L’una piena di sciatori, l’altra di velisti. Apparentemente niente in comune.
Eppure dalla settimana scorsa qualcosa è cambiato: da giovedì a sabato scorso,  Olbia infatti stata la sede del Meeting Forum, un evento che ha riunito alcuni dei maggiori esperti nazionali ed internazionali di turismo e di trasporti per ragionare su come la Sardegna possa trovare nuove ed interessanti opportunità di sviluppo nel settore del turismo. Un po’ come succede, fatti i debiti paragoni, a Davos, con il World Economic Forum.
In tanti hanno tentato, negli anni precedenti, di organizzare qualcosa di simile, con scarsi risultati, però.
Nel 2010 l’allora assessore regionale Crisponi convocò gli “Stati Generali del Turismo”: si trattò di un incontro mono-direzionale di tipo top-down, dove i 500  operatori turistici coinvolti, investiti dalla crisi, ascoltavano a metà tra incredulità  e fiducia, mentre l’assessore parlava dell’isola come di “diamante grezzo” da valorizzare. Nel tempo è cambiata la governance ma il diamante grezzo era e grezzo è rimasto.

Lo scorso anno, a Pietrarsa,  il ministro Franceschini lanciò addirittura gli “Stati Generali Nazionali del Turismo” che avrebbero dovuto inaugurare l’ennesima “nuova stagione nel turismo”: ma, a parte l’inaugurazione, la nuova stagione non è mai partita. Anzi, l’Italia nel 2016, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO World Tourism Barometer, vol.14 – July 2016) rimane, fra le destinazioni mondiali, al 5^posto come arrivi ma perde due posizioni (dal 5^ al 7^) come introiti finanziari (50,5 mld di dollari nel 2014, 39,4 mld di dollari nel 2015).

Constatato che gli Stati Generali sono persino più pericolosi della stracotta menata del “fare sistema” abbiamo approcciato il Meetforum di Olbia, viste le premesse, con qualche legittima diffidenza.
E invece no.
Seminari, coinvolgimento di interlocutori istituzionali come Mibact, Enit, Assessorato Regionale, Università, aeroporti, vettori aerei e navali, hotellerie, operatori, studenti ne hanno fatto un evento dinamico, vivo, concreto, ricco di spunti.
Si sono incontrati (e scontrati) sui tre tavoli di lavoro addetti ai lavori con una grande fame di confronto e con una grande voglia di conferme e di spunti innovativi.
Sul tavolo della Accessibilità, si sono confrontati rappresentanti italiani e stranieri di aeroporti, porti, aziende di trasporto e turistiche, Università, esperti ed opinion leaders nel settore della mobilità.
Sul tavolo delle Best Practices i docenti Baiocco e Cinque del master turistico Mematic dell’Università Tor Vergata di Roma, ma anche Antonio Usai docente di marketing strategico e consulente dell’Assessore Morandi hanno discusso con aeroporti, compagnie di crociere e tour operators.
Su quello del  Caos Distributivo, coordinato dal prof David Jarach, docente Bocconi e Ceo di Diciottofebbraio, un ricco portfolio di operatori che andavano da Meridiana a Vueling, passando per Bto e Federalberghi    si interrogava sul futuro; esperienze diverse e modelli di sviluppo talvolta in competizione come quelli di FA Travel e di Msc Crociere, ma che attraverso il dialogo possono cercare di trovare elementi di cooperazione.

Stavolta la formula, rispetto al passato, è apparsa più efficace: i tavoli sono stati creati mettendo insieme soggetti complementari far loro, ricostruendo catene logistiche e di prodotto, in modo da far emergere chiaramente i nodi reali, le strozzature, i punti di attrito. Molti casi-studio, numerose proposte operative, diversi botta e risposta per evidenziare gli elementi essenziali su cui investire.

Insomma visioni turistiche passate ai raggi x per provare a centrare alcuni obiettivi importanti:

  • Riaprire il dialogo interno tra operatori (oltre 200 quelli presenti) inclusi vettori navali e aerei, in modo da fare realmente networking;
  • Migliorare la promozione dei territori,  in  forma integrata e coordinata, non per singoli comparti ma per filiere organizzate;
  • Riattivare canali di collaborazione con le università di Sassari, Cagliari, Olbia, ma anche Bocconi, Tor vergata, Palermo, Milano Bicocca, Trieste’, al fine di mettere a disposizione del comparto le migliori competenze e ricerche;
  • Rilanciare un benchmark internazionale con destinazioni turistiche con  problemi simili ai nostri ( Corsica, Malta, Spagna), facendo tesoro delle opportunità e degli errori altrui;
  • Far dialogare meglio operatori turistici e sistema creditizio per accelerare lo sviluppo del comparto;
  • Avere un sistema organizzato ed integrato di gestione dei dati e delle informazioni, che siano a supporto sia dei pianificatori pubblici che degli operatori privati.

L’ultimo giorno del Meetforum, l’assessore al turismo Morandi e Bastianelli, direttore Enit, hanno chiuso annunciando un 2017 ancora positivo nel quale, con la pubblicazione dei Piani Strategici Turistici nazionale e regionale, il quadro operativo, i prodotti ed i mercati di riferimento dovrebbero essere chiari e delineati (NdR se alle strategie seguissero anche stanziamenti di risorse adeguati sarebbe più facile crederci, ma naturalmente non sarà così nè sul bilancio Mibact nè su quello RAS).

Tuttavia, alla fine, molti i visi soddisfatti, soprattutto da parte dei tanti operatori, che forse per la prima volta si sono sentiti davvero coinvolti ed ascoltati nell’individuazione delle soluzioni ai soliti problemi che il comparto del turismo sardo ancora si porta dietro. Tanti i commenti positivi e tante lodi all’evento, a testimonianza del fatto che, nonostante gli innumerevoli convegni che negli anni passati si sono tenuti sul tema, vi é una fortissima esigenza di confronto attivo, di dialogo, di relazione, a dimostrazione che il turismo è soprattutto networking.
Quindi un plauso a Massimiliano Cossu, a Portale Sardegna ed al suo staff e all’Assessore Morandi che ha patrocinato l’evento. Idea vincente, pochi fronzoli, poca politica, tanta concretezza ed operatività. Certamente diversi elementi da sistemare (era la prima edizione, sarebbe stato sorprendente il contrario), ulteriori potenzialità da sviscerare, qualche elemento da limare,  ma molti feedback incoraggianti per progettare una seconda edizione ancora più ricca, magari con qualche momento intermedio che mantenga attive le energie e renda ancora più concreti gli effetti sul territorio.

Nella prossima edizione auspichiamo anche il coinvolgimento degli amministratori comunali, quelli che possono rappresentare con le loro micro-azioni di cura, pulizia e valorizzazione del territorio i veri facilitatori dei processi di fidelizzazione.

Non sappiamo se davvero ci sia stata nei giorni scorsi ad Olbia “la più grande concentrazione di cervelli ad alta gradazione turistica  degli ultimi anni”, ma è decisamente chiaro che il turismo sardo ha un gran bisogno del Meetforum.
Buon lavoro per la prossima edizione.

Gianfranco Fancello e Lucio Murru

Rain: esperienza formativa sorprendente


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Inizia a Gennaio la mia esperienza di insegnante nell’Istituto professionale di Iglesias.
Il primo giorno di scuola, tramite il Prof. Franco Muceli, scopro l’esistenza di diversi laboratori tecnici, di officine elettroniche e meccaniche utilizzate nell’istituto dall’indirizzo di studi MAT (Manutenzione e Assistenza Tecnica). Nello stesso periodo, grazie a un’articolo su un quotidiano locale che racconta della scuola, di un robot e il suo Dottor Jeckill Muceli, arriva un invito al concorso “RaIn! Raccontami l’Innovazione 2016”, ideato e organizzato dall’associazione Sardegna 2050 e dalla Saras S.p.a. Il prof. F. Muceli decide così di coinvolgermi.

La partecipazione ad un progetto di questo tipo, oltre a riempirmi di entusiasmo, mi permette di toccare con mano il tessuto scolastico, soprattutto nella ricerca di possibili collaboratori. Individuiamo innanzitutto un professore che possa concederci qualche ora per lavorare con alcuni ragazzi al progetto: l’obiettivo finale è quello di realizzare due video di tre minuti che raccontino, appunto, l’innovazione. Buttiamo giù qualche proposta, organizziamo il gruppo di lavoro e troviamo, finalmente, i due gruppi formati ciascuno da 3 studenti. Con il prof. Franco Muceli e il prof. Davide Cannas cerchiamo di definire meglio le idee, queste diventano una traccia e poi una bozza di trama. I ragazzi coinvolti, forse anche con l’entusiasmo di chi sa che salterà alcune lezioni, appaiono subito motivati. Spieghiamo loro il progetto e quello che vorremmo realizzare insieme: due video sul tema innovazione, protagonisti due robot, loro gli attori, sceneggiatori e registi.

Non è un dettaglio da poco il fatto che i robot in questione siano stati assemblati e realizzati proprio a scuola, durante le attività di laboratorio tecnico e che siano stati costruiti interamente utilizzando materiale di recupero.

Il lavoro dei due gruppi procede in parallelo con fermezza e convinzione, in base alla trama scelta: tre minuti, 180 secondi, per raccontare frame-by-frame, alcuni cambiamenti legati alla realtà moderna. Si comincia scattando le prime fotografie in esterno e girando brevi filmati con un semplice smartphone. I ragazzi pensano poi alle musiche da abbinare ad ogni spezzone video e il tutto procede gradualmente attraverso almeno due incontri settimanali, durante i quali ci si confronta, si progetta in modo partecipato e si produce del materiale. Ognuno di questi sei ragazzi riesce così a dare il proprio contributo su entrambi i progetti, raggiungendo in poco tempo l’obiettivo prefisso.

Nasce così “Tempi moderni”, un video in bianco e nero che, tra spunti puntuali e richiami cinematografici (fra questi Charlie Chaplin), narra la vita di un uomo immerso nella realtà industriale, al servizio delle macchine. Conoscenza e professionalità sono gli strumenti che lo aiuteranno a riqualificare la propria vita, ma in preda alla propria alienazione deciderà di farsi aiutare da un robot, che svolgerà per lui le mansioni che lo hanno deumanizzato. Il robot utilizzato per le riprese (APP1802) è una creatura mobile in corrente continua, cingolata con braccio semovente e funzione di metal detector; non parla e vede attraverso una microtelecamera; è capace di ruotare su se stesso e di sollevarsi sui cingoli per superare gli ostacoli; ha 7 motori elettrici e due pannelli fotovoltaici integrati su una struttura artigianale.

L’altro video in gara, “Raptor, l’ultima speranza” , racconta invece la rinascita di un territorio, quello del Sulcis, per mano dell’uomo e del suo ingegno. La zona degradata, l’utilizzo intensivo e l’abbandono hanno generato un paesaggio che non lascia più spazio. La reazione prepotente sarà quella di costruire un robot che salverà l’ambiente e, così pure, la vita dell’uomo semplicemente facendo nascere nuova vita. Il robot protagonista (RAPTOR) è un analizzatore per terreni ed oggetti rischiosi, capace di rilevare la presenza di sostanze tossiche e pericolose per l’ambiente. È una macchina cingolata semovente dotata di contatore geiger, che ha due braccia operative e telecamera vhf a lungo raggio, una sonda perforante, lama rotante e un braccio semovente.

Il progetto dei due video genera molto affiatamento e convinzione: alla prima visione del montaggio i ragazzi mi confidano di essersi divertiti molto e che questo solamente basta a renderli fieri. Per loro non è importante vincere, ma l’esperienza fatta ha arricchito il loro bagaglio culturale e, soprattutto, umano. Concludiamo i lavori e consegno il materiale alla commissione del concorso.

Trascorre circa un mese durante il quale i ragazzi tornano alle normali attività didattiche. Il giorno in cui ci comunicano che i nostri video sono tra i primi 10 selezionati sorprendo i ragazzi in uno stato di demotivazione e sembra quasi che il loro fervore si sia affievolito. Quando veniamo convocati per l’evento finale a Cagliari, durante il quale verrà proclamato il vincitore, il loro entusiasmo si è spento definitivamente. Faccio fatica a trovare qualcuno dei ragazzi che voglia partecipare alla serata conclusiva. Solo a fine giornata due di loro mi chiedono di poter venire: ritrovo in loro il barlume che avevano perso, lo coltivo e lo nutro finché posso. Organizziamo la partenza e sarà il Prof. D. Cannas a portarli da Iglesias a Cagliari. L’evento è alla Mediateca del Mediterraneo, uno spazio culturale polivalente dall’architettura moderna e sofisticata. Ci sono studenti ovunque: italiani, stranieri e i nostri ragazzi sembrano disorientati. Ci viene chiesto di presentare il progetto e i nostri allievi hanno poco della sfrontatezza e della spontaneità che mostrano a scuola tra i compagni. I ragazzi del cagliaritano sono disinvolti e con una proprietà di linguaggio tale da sembrare quasi “abituati” a parlare in pubblico.

La sorpresa finale arriva lentamente. La giuria prende parola, capiamo che si riferisce a noi: ne abbiamo la certezza. Uno dei nostri video è il vincitore del concorso “RaIn”, i ragazzi si girano a guardarmi increduli e così pure i miei colleghi. Siamo increduli e felici. Comunico subito al preside la bella notizia, poi l’intervista sull’emittente locale di Videolina. Una bellissima emozione. La notizia rimbalza e diventa virale sui social. Gli studenti dell’Istituto professionale di Iglesias vincono un viaggio al fabLab di Barcellona, un viaggio di 3 giorni accompagnati da un docente. Uno dei ragazzi del progetto vincitore non può venire con noi e, in qualità di tutor del progetto, decido di far partecipare il più meritevole dell’altro gruppo. Parto con loro. Il viaggio in aereo per raggiungere Barcellona è per alcuni di loro il primo fuori dall’Italia, il primo viaggio da soli, il primo viaggio in Spagna, a Barcellona. Arriviamo all’albergo prendendo la metropolitana direttamente dentro l’aeroporto. L’albergo ha ogni comfort, i ragazzi una camera singola a testa, ogni surplus è un lusso. Tutto li rende euforici.

Il viaggio ha una piega culturale, cerco di far apprezzare loro tutto il possibile della città: la cucina, la vita notturna, Dalì, lo shopping, il turismo, le aree pedonali, i trasporti. Il secondo giorno ci aspetta una giornata di lavoro al Fab Lab, una fucina di idee che mette a disposizione spazio, strumenti, processi e conoscenze per lo sviluppo di rappresentazioni fisiche di dati digitali, e l’elaborazione di dati digitali da contesti fisici e reali. Gli studenti, dopo un giro di orientamento all’interno della struttura, lavorano tutta la giornata, utilizzano le apparecchiature, realizzano un progetto opensource. È uno spazio dove si può imparare a usare tecnologie digitali nell’interfacciarsi con la realtà fisica. Qui i ragazzi si confrontano con le loro possibilità e opportunità future, con le loro attitudini e capacità.

Mi diranno essere stata la cosa più bella vista a Barcellona (nonostante sia stata una giornata lunga, fatta di lavoro manuale, di osservazione delle apparecchiature e di realizzazione di progetti opensource). Il giorno dopo facciamo un’ultima passeggiata in città prima di partire, non vorrebbero più rientrare a casa, si ripromettono di tornare. Saliamo sull’aereo in silenzio e ci ritroviamo all’aeroporto di Cagliari, stanchi ma soddisfatti. Non finiscono di ringraziarmi. Lascio i ragazzi colmi di entusiasmo e di quella luce negli occhi che rende chiunque soddisfatto.

Questa esperienza vale più di tanti anni di carriera. Questi ragazzi, spesso poco motivati e provati dal contesto sociale e dal peso delle difficoltà incontrate, dovrebbero poter avere sempre la possibilità di sperimentare e vivere progetti di questo tipo. Il confronto con i coetanei, la competizione costruttiva e la condivisione delle esperienze formative sono, a mio avviso, le attività che possono spingerli fuori dal loro ambito sociale e territoriale. Esperienze come questa possono motivarli crescere, a fare per cercare di realizzare i propri sogni.

Nicoletta Schirru

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