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Teatro & turismo

Olbia Sala Museale ArtPort – Aeroporto Costa Smeralda –  19 dicembre 2016.
Un convegno denominato “Comunicare il Turismo” che improvvisamente si interrompe dopo i saluti delle autorità per dare spazio a convegnisti che diventano le voci di 6 scrittori narranti del passato. Accade che le citazioni dei viaggiatori vengono dapprima strillate in una sovrapposizione di voci e poi danno spazio ad una voce unica narrante che riprende il testo di “Cara Sardegna” la famigerata  lettera di Franz, turista innamorato dell’isola che protesta per prezzi esosi e servizi non sempre all’altezza.

La pièce teatrale a sorpresa continua con l’audio originale del discorso di Grazia Deledda nel giorno in cui ritirò il premio Nobel ed infine dà spazio ad una voce finale che, metà in italiano e metà in spagnolo, si lancia in una difesa accorata dell’isola. Un monologo pieno di amore per questa terra nel quale, senza negarne pregi e difetti, si riaggancia alla lettera di Franz invitandolo a togliersi gli occhiali per guardare ben al di là di troppo facili stereotipi.

Gli attori di questo inizio scoppiettante sono quelli della Compagnia teatrale  DeaMater Officine Creative Olbia di Marianna Deiana e Nicolò Columbano, regista e co-attore della performance artistica.

Un modo diverso di dare il “la” all’incontro organizzato dalla Geasar nell’ambito del programma “Destinazione Sardegna”  che ha avuto poco di tradizionale e di scontato. Un modo innovativo di offrire spunti alla discussione dei prestigiosi relatori – dall’Assessore Francesco Morandi al docente della Scuola Holden Leonardo Staglianò, da @insopportabile a Giannella Demuro e Corrado Conca – che si sono alternati nel corso tavola rotonda.

DeaMater ci ha ricordato che a guardare in faccia la realtà a volte ci si può anche restare male, ma le mille Sardegne del turismo sono anche questo: lampi di genio e pratiche virtuose accanto ad atteggiamenti respingenti che si fondono inconciliabili e compresenti in una Saint Honorè turistica la cui ricetta è ancora tutta da perfezionare. Contraddizioni, dilettantismo e sacche di ingenua superficialità che è bene sviscerare, per comprenderle appieno e per affrontarle  con consapevolezza. Utilissime però per scatenare un dibattito culturale che possa esaltare queste contraddizioni e volgerle in positivo per costruire una cultura turistica che purtroppo ancora fatica ad essere patrimonio Regionale condiviso.

Il teatro di DeaMater riprende la funzione originaria del teatro greco e diventa quindi un momento di discussione e di educazione per i temi che sono socialmente rilevanti e spesso sottovalutati. Aiuta a scoperchiare universi di contrasti tra il nuovo ed il vecchio modo di essere destinazione turistica: quello che si fa e non di dice su Airb’n’b, le furbate e le scorrettezze, la tristezza dei menù turistici, il non voler adeguare strutture obsolete adeguando però nel contempo i prezzi oltre misura .

La provocazione della Compagnia teatrale apre uno zapping velocissimo che ci porta dai social network al teatro e dal teatro alle sale dei convegni  proponendosi come un modo alternativo di evidenziare problemi irrisolti, un modo utile per cercare di mettersi in discussione e riflettere sullo stato del settore e sul grado di fidelizzazione turistica ancora insufficiente.
Più teatro della modernità, è ciò di cui abbiamo bisogno.
Per costruire ponti culturali e ribadire che il turismo passa attraverso i comportamenti delle persone: insomma prima di costruire prodotti turistici dobbiamo costruire persone con attitudini turistiche.

Grazie perciò a Mariassunta Fodde di Geasar per l’idea e l’organizzazione e a DeaMater per questa ventata di freschezza e di richiamo all’autenticità che merita di essere replicata in futuro.

 

Lucio

Turismi da incubo #22

“Turismi da Incubo: la raccolta” in e-book
E’ con grande piacere che presento una novità fra le iniziative di Sardegna 2050: è appena uscito, fresco di stampa in pdf, “Turismi da Incubo: la raccolta” ovvero l’insieme degli articoli scritti sul nostro blog fra il 2014 e 2016 dall’attuale Presidente Lucio Murru sul tema del turismo: la collezione dei diversi post in un unico volume, oltre che rendere la lettura più agevole, mette a disposizione di chiunque il punto di vista di uno dei massimi esperti di turismo presenti in Sardegna, fornendo un essenziale contributo critico di analisi in un settore vitale e strategico per l’economia della nostra isola.

Naturalmente ringrazio di cuore l’amico Lucio per il regalo che ha voluto fare a tutti i soci e a tutti i sardi, auspicando che questo possa essere il primo di tanti e-book che, sui temi dei laboratori da tempo attivati da S2050, possano essere pubblicati e servire da stimolo e crescita per l’intera comunità isolana.

Riporto di seguito, come introduzione al tema, l’interessantissima prefazione al libro scritta da David Jarach, esperto in marketing del trasporto aereo e docente alla SDA Bocconi di Milano.  L’intero libro può invece essere facilmente scaricato dal link che trovate alla fine di questo post.

Gianfranco Fancello

 

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Il nostro Paese è universalmente riconosciuto come una delle culle della cultura a livello mondiale, con oltre il 30% del patrimonio artistico dell’Unesco ospitato all’interno dei nostri confini. Ancora, le migliaia di chilometri di spiagge, incastonate all’interno di una condizione climatica invidiabile, rappresentano un chiaro attrattore di domanda, cosi come lo sono la nostra offerta montana e lacustre. Infine, siamo detentori di uno stile di vita alimentare che è ricosciuto come sano, completo, vario e, in ultima istanza, molto gradevole. In questo senso, non rappresenterebbe alcuna sorpresa se Italia facesse già oggi della sua offerta turistico-culturale allargata il suo principale asset di PIL, il suo “shale oil” perpetuo, di fronte peraltro ai dati della World Tourism Organisation che segnalano l’industria turistica in crescita in media del 5% per i prossimi venti anni. E invece ciò non avviene: anzi, la quota di mercato turistica dell’Italia nell’ultimo decennio è costantemente in calo, di fronte all’avanzare di altri sistemi, quali la Spagna in prima istanza. I dati positivi del 2016, legati in prima istanza alla chiusura dei mercati del Nord Africa, non ingannino: il turismo “made in Italy” è in ascesa, ma con percentuali comunque inferiori rispetto a quanto sperimentato da Spagna, Grecia e persino Croazia.

Di fronte a questo scenario di mercato, si susseguono una sequenza di anonime quanto banali analisi prodotte con l’ausilio di schemi di lettura desueti ed ampiamente superati, forse filtrati da letture politiche e localistiche ma certamente lontane da una qualche efficacia. Prevalgono visioni conservative, legate alla sola valorizzazione della rendita di posizione: la più comune è quella di come vendere meglio la soluzione “sole e mare” esclusivamente stagionale per il turismo balneare, mentre si rifugge da una necessaria visione critica dell’argomento che spinga verso nuovi “oceani blu” di offerta. Quando, poi, nella discussione s’insinua il tema del marketing turistico, a molti sfugge come manchi in effetti una chiara coscienza dell’elemento centrale del processo: vale a dire, la strutturazione e la declinazione di un chiaro prodotto sviluppato a partire dal cliente target che si vuole raggiungere, all’interno degli spazi lasciati liberi dalla concorrenza.

In questo senso il lavoro di Lucio Murru, straordinario professionista del settore nonché caro amico, propone invece e finalmente una lettura attuale ed innovativa del fenomeno turistico, calato sulla sua amata terra di Sardegna, ma con spunti di riflessioni facilmente estendibili anche ad altri contesti regionali. Con un linguaggio snello, simpatico, di piacevole lettura ma altresì puntuale ed arguto nell’evidenziare gli elementi di criticità, l’autore pone in luce alcuni processi cruciali per chi oggi ambisca seriamente ad un posto di stakeholder nel mondo turistico che non sia solo alimentato da una sterile retorica autoreferenziale.

In numerosi parti dell’opera emerge, per esempio, il riferimento al tema del benchmarking tra l’offerta turistica sarda e quella delle migliori pratiche internazionali. Come è possibile migliorare il prodotto turistico sardo se non si studiano nel dettaglio i fattori critici di successo di chi nello stesso bacino del Mediterraneo è riuscito con successo a destagionalizzare l’offerta pur partendo da fattori di contesto addirittura inferiori alla Sardegna? Io cito frequentemente il caso di Malta, che da realtà turistica tradizionale è evoluta in pochi anni in un polo primario per attività congressuali, oppure la condizione del sistema turistico andaluso che ha saputo allontanarsi da modelli balneari tradizionali verso un’offerta sportiva ad alto valore di spesa quale il golf.

Ancora, il tema del “sistema turistico” – che in realtà in Italia è più facilmente riconducibile al fallimento dei consorzi turistici locali – risulta stucchevole e auto-imposto secondo il diffuso mantra del “fare squadra” se non si conoscono in dettaglio i desiderata del cliente/turista, declinati per sua nazionalità, età e motivo di viaggio. Risulta, infatti, difficile costruire un pacchetto turistico con qualche possibilità di successo se non vengono ricostruite ed interrogate nel dettaglio le esigenze di accessibilità, mobilità, accoglienza, svago e benessere del cliente. Solo a valle di queste informazioni, raccolte all’interno di una ricerca di mercato, potranno essere messi intorno al tavolo i vari soggetti del territorio, con la supervisione dell’attore pubblico, per la costruzione di una veramente attrattiva proposizione di valore.

Infine, ha senso sponsorizzare nell’ambiente del turismo una delocalizzazione a livello regionale delle competenze promozionali, con il risultato di un effetto cannibalizzante tra i vari prodotti italiani, senza verificare invece nel rispetto delle autonomie qualche forma di coordinamento e sinergia centrale? Non si tratta di dibattere sul ruolo e sullo scopo del federalismo turistico, quanto, a ben vedere, di organizzare una massa critica indirizzata univocamente verso l’obiettivo di riconquistare quel primario palcoscenico che l’industria turistica italiana merita.

Sono dunque davvero lieto di potere invitare il lettore a consultare, anche senza un ordine sequenziale prestabilito, i vari scritti che compongono il saggio di Lucio Murru che vi presento. Io personalmente ne ho trovato grande arricchimento in termini di spunti di ricerca e di azione, provenienti dalla viva voce di chi li può toccare con mano su base giornaliera. L’auspicio è che questa mole di spunti possa presto tradursi in un’opera compiuta a partire dalla Sardegna, all’interno di un innovativo piano di marketing territoriale turistico.

Sono certo, in questo senso, che il lettore condividerà con me il giudizio e saprà tributare i meritati apprezzamenti nei confronti dell’opera dell’Autore.

David Jarach

 

Scarica QUI (clicca)  “Turismi da Incubo: la raccolta in pdf”

Turismi da Incubo #13

Jet-2050

 

 

 

 

 

STAGIONATISSIMI.
Quando i metodi cabalistici e astrologici non ci aiutano, le previsioni turistiche e le interpretazioni dei segnali deboli rischiano di restare un arcano imperscrutabile.
Infatti, facendo salvi gli approcci mistici ed esoterici che potrebbero mettere in correlazione numeri e comportamenti turistici dei territori, è abbastanza evidente che se non possiamo misurare un fenomeno, non possiamo comprenderlo appieno.

Seppure l’approccio intuitivo e quello del buon padre di famiglia, rappresentino comunque un passo in avanti, rispetto agli approcci di derivazione medioevale, il fatto è che senza le numeriche che offrano una base scientifica all’analisi ed alla discussione, tutte le disquisizioni sui temi dei turismi restano confinate sul terreno dell’estemporaneità e del caso, rischiando perciò di scivolare pericolosamente sul campo del “secondo me”.

Un quotidiano qualche giorno fa titoleggiava: “Turismo: più 25%”. Poi, dentro l’articolo, non erano ben chiare né le fonti, né se parlasse di arrivi, di presenze, di traffico aereo, marittimo o entrambi. Più recentemente un secondo giornalista parlava di un boom del 40%. Siamo nel campo della numerologia turistica, evidentemente.
Del resto, diceva il filosofo Baudrillard  “Le statistiche sono una forma di realizzazione del desiderio, proprio come i sogni.”

La mancanza di un numero definitivo che chiarisca il reale andamento del fenomeno turistico, consenta un confronto con gli anni passati e metta tutti d’accordo, si sente davvero forte.
Anche oggi, alla fine della stagione estiva 2015, per trovare conforto in un qualche documento ufficiale sul trend turistico, dobbiamo per forza leggere  l’ultimo rapporto Crenos, edito a maggio 2015.
Il primo problema è però che i dati citati sono del 2013.
La colpa pare sia dell’Istat che evidentemente non ha affatto fretta e presumibilmente del time to market se ne infischia.

Sul 22° Rapporto Crenos si legge: “continua il processo di internazionalizzazione del turismo sardo… tale processo risulta benefico sotto diversi punti di vista. Innanzitutto quello relativo alla destagionalizzazione dei flussi che consente una distribuzione dei ricavi e un tasso di utilizzo delle strutture più omogenei durante l’anno”.
E poi subito dopo: “Il fenomeno della stagionalità rimane infatti un problema per l’isola dato che ancora nel 2013 ben l’83% delle presenze si concentra nei mesi tra giugno e settembre. Se la tendenza dei turisti stranieri a preferire i mesi di spalla si confermasse anche nei prossimi anni, questa potrebbe essere la soluzione a una parte del problema, poiché si ridurrebbe la concentrazione di turisti nei mesi di alta stagione”.

Quindi, riassumendo, l’Internazionalizzazione genera destagionalizzazione ma anche l’effetto contrario poiché permane al contempo fortissima stagionalità. E se gli stranieri continuassero a preferire i mesi di spalla avremo meno turisti in alta stagione.
Insomma una notizia sul nostro controverso comparto turistico che meriterebbe una puntata di CSI – Crime Scene Investigation. Ma prima di chiamare con urgenza Horatio a risolvere l’intricato giallo, proviamo a capire meglio.
Primo dato riferito: cresce la percentuale di presenze di stranieri rispetto agli italiani.
Incontrovertibile: è un dato confermato dai movimenti turistici nei 3 aeroporti: dal 2003 al 2014 il numero di passeggeri internazionali trasportati passa progressivamente  dal 14% al 31%.
Secondo dato: tale processo sarebbe benefico in termini di destagionalizzazione dei flussi.
No,decisamente no.
I flussi aeroportuali crescono in valore assoluto e in percentuale più nel periodo di picco che in bassa e media stagione: nello stesso periodo 2003-2014 i passeggeri in alta stagione (apr-mag-giu-lug-ago-set) si incrementano di oltre 2 milioni contro 500.000 di incremento in bassa/media (da ott a mar), e in percentuale del 71% in alta, contro 31% in bassa.
Il mito che gli stranieri destagionalizzino i flussi turistici è infatti vero solo in parte.
Agli stranieri piacciono soprattutto sole e mare, infatti dal 2003 al 2014 crescono nei 6 mesi di bella stagione  di 1,2 milioni di unità e nei restanti mesi di appena 200.000 unità.

Se poi limitiamo l’analisi ai 4 mesi centrali dell’estate, giugno luglio agosto e settembre, la prospettiva cambia di poco. Gli stranieri crescono anche nei restanti 8 mesi, ma  preferiscono di gran lunga il periodo di picco estivo dove crescono nel periodo considerato di oltre 1 milione di unità.
In generale, il rapporto tra i passeggeri arrivati nei 4 mesi di alta stagione e quelli arrivati negli altri 8 mesi è invece peggiorato: cioè i dati evidenziano che la stagionalità è aumentata.
Mi verrebbe parafrasando Jean Delacour, di pensare che “L’analista del turismo Sardo è uno che fa un calcolo giusto partendo da premesse dubbie, per arrivare a un risultato sbagliato“. Probabilmente, abbiamo talmente tanta voglia di vincere la destagionalizzazione che anche segnali positivi come la crescita fuori stagione, vengono arruolati d’ufficio in altre battaglie.

Comunque, il 2015, pare, sembra, forse,  – direbbe Pierfrancesco Loche – sia un anno d’oro.
Fanfare, cappelli in aria, lingue di menelik, festoni?
Si, ma senza fretta. O chiamiamo con sollecita urgenza Horatio di CSI o la verità la scopriremo – grazie al tempismo dell’Istat – solo nel 2017 ;)) .

Adiosu

Lucio

Contest Fotografico “L’ingegneria nella società contemporanea”.

L’Associazione Sardegna 2050, il Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI), l’Associazione IC, il Network Giovani Ingegneri (NGI) e l’Associazione X (ICS) hanno dato il via a un nuovo CONTEST FOTOGRAFICO dal titolo “L’ingegneria nella società contemporanea”.
Data inizio: ore 24:00 del 15/07/2015
Data termine: ore 24:00 del 05/08/2015
Dettagli e regolamento del contest sono disponibili sulle pagine Facebook e sui siti Internet delle associazioni promotrici (www.officine2020.com, www.tuttoingegnere.it,www.sardegna2050.it).
Per chiarimenti e informazioni scrivete all’indirizzo mail icinstagramcagliari@gmail.com

SCARICA QUI IL REGOLAMENTO

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